RISCHIO USURA PER IMPRESE E FAMIGLIE CON SVENDITA NPL

RISCHIO USURA PER IMPRESE E FAMIGLIE CON SVENDITA NPL

RISCHIO USURA PER IMPRESE E FAMIGLIE CON SVENDITA NPL

L’allarme Fabi sui pericoli derivanti dalle massicce cessioni di sofferenze e crediti deteriorati da parte delle banche: fenomeno che vale 360 miliardi di euro e riguarda oltre 1,2 milioni di soggetti, sia cittadini sia aziende. Il segretario generale Sileoni: «Ignorati gli aspetti sociali legati alle operazioni finanziarie attuate per far quadrare i bilanci, ora il governo deve intervenire a stretto giro con una legge ad hoc»

 

FEDERAZIONE AUTONOMA BANCARI ITALIANI

COMUNICATO STAMPA

CREDITO: FABI, RISCHIO USURA PER IMPRESE E FAMIGLIE CON SVENDITA NPL

L’allarme della Federazione autonoma bancari italiani sui pericoli derivanti dalle massicce cessioni di sofferenze e crediti deteriorati da parte degli istituti: fenomeno che vale 360 miliardi di euro e riguarda oltre 1,2 milioni di soggetti, sia cittadini sia aziende. Il segretario generale Lando Maria Sileoni: «Ignorati gli aspetti sociali legati alle operazioni finanziarie attuate per far quadrare i bilanci, ora il governo deve intervenire a stretto giro con una legge ad hoc»

Roma, 22 giugno 2019. C’è un rischio usura, per imprese e famiglie, legato alla massiccia vendita di sofferenze e di crediti deteriorati da parte delle banche italiane. Un fenomeno sensibilmente cresciuto negli ultimi anni, che riguarda prestiti non rimborsati per oltre 360 miliardi di euro e che interessa, guardando alle sole sofferenze, oltre 1,2 milioni di soggetti. Si tratta di clienti bancari “ceduti”, con le loro rate scadute, dagli istituti bancari a società specializzate nel recupero crediti che operano frequentemente con modalità spregiudicate: la maggior parte dei soggetti coinvolti (61%) è esposta per cifre che vanno da 250 euro a 30.000 euro. La Fabi (Federazione autonoma bancari italiani) lancia l’allarme usura, fotografando, con un’analisi dettagliata, l’impatto sui territori e i rischi sociali derivanti dalla cospicua cessione di pacchetti di non perforing loan delle banche. Sul piano teritoriale, è il Nord Ovest l’area geografica più toccata dal problema col 33% degli npl totali, con la Lombardia (24,9%) in testa alla “classifica” seguita dal Lazio con il 13,3% dei crediti deteriorati.

«Non bisogna limitarsi a far quadrare i bilanci delle banche, ma anche tutti gli altri aspetti, soprattutto quelli sociali, derivanti da operazioni squisitamente finanziarie volute dalla Banca centrale europea e dietro le quali si arricchiscono i soliti personaggi. I tempi di recupero crediti delle società specializzate sono troppo veloci, da qui i pericoli per i titolari delle sofferenze di venire strozzati, con il serio rischio di finire, per disperazione, nelle mani degli usurai e della criminalità organizzata. Il paradosso sarà rappresentato dal fatto che sullo stesso territorio opereranno sia le banche che vorranno comportarsi bene, ma che hanno svenduto i loro crediti a degli avvoltoi, sia le stesse società specializzate nel recupero crediti che agiranno in fretta e con pochissimi scrupoli. È una bomba che sta per esplodere e il governo deve intervenire a stretto giro, con una legge ad hoc, salvaguardando piccole, medie imprese in crisi oltre che famiglie disperate. Senza dimenticare che le ripetute cessioni di sofferenze da parte delle banche hanno un impatto negativo sul settore, sia per quanto riguarda l’occupazione sia perché le stesse banche rinunciano ad attività che potrebbero essere ben gestite al proprio interno: le professionalità esistono e vanno invece valorizzate. Il governo rifletta e agisca perché la bomba sta per esplodere» commenta il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni.

Il giro d’affari del recupero crediti. Dal 2015 al 2018, anche per effetto delle forti pressioni esercitate dalle autorità di vigilanza europee, sono stati immessi sul mercato npl per oltre 170 miliardi. Operazioni che, se da una parte hanno consentito alle banche di migliorare i risultati raggiungendo in tempi brevi gli obiettivi dei requisiuti patrimoniali imposti dalle stesse autorità europee, dall’altro stanno mettendo in pericolo iclienti bancari. Il fenomeno dei crediti deteriorati in banca raggiunge il picco nel 2015 con 360,4 miliardi tra sofferenze (201,1 miliardi) inadempienze probabili (136,3 miliardi) ed esposizione scadute (13,8 miliardi). Da quel momento è scattata una vasta pulizia di bilancio, che ha rappresentato la via d’uscita preferita dalle banche italiane, ricercata da management al solo scopo di fare cassa, riequilibrare il bilancio e accontentare la vigilanza bancaria europea. Nell’arco del triennio 2015-2018 il totale dei crediti deteriorati ancora iscritti nei bilanci bancari è stato portato 189,5 miliardi: 101,5 miliardi di sofferenze, 82,9 miliardi di inadempienze probabili e 4,9 miliardi di esposizioni scadute. La riduzione è assai significativa. Sul discusso e pericoloso mercato del recupero crediti è finita, dunque, con ogni probabilità, una parte consistente dei 170,8 miliardi “spazzati via” dai bilanci delle banche. Le operazioni di vendita sono cresciute costantemente. Nel corso del 2018, i crediti deteriorati netti sono calati a 90 miliardi, con una riduzione di 40 miliardi rispetto al 2017: una discesa legata a rilevanti operazioni di cessione di non performing loan (55 miliardi nel 2018, 42 miliardi nel 2017, 26 miliardi nel 2016). Rispetto allo stock di finanziamenti, gli npl valgono il 4,3%, nel 2015 erano al 9,8%.

 

La dimensione del fenomeno. Se si guarda alle sole sofferenze, analizzando i dati della Banca d’Italia, si scopre che i soggetti coinvolti sono oltre 1,2 milioni. Si tratta di imprese e famiglie alle prese con le difficoltà nell’onorare le scadenze dei finanziamenti: il 61,4% del totale dei clienti in ritardo coi rimborsi è esposto per finanziamenti da 250 euro a 30.000 euro; un altro 12,9% per prestiti da 30.000 euro a 75.000 euro; il 7,4% per crediti da 75.000 euro a 125.000 euro. Nella fascia più alta, invece, sono pochi, in proporzione, quelli in crisi: 19.609 clienti (1,6%) con prestiti da 1 a 2,5 milioni; 7.520 soggetti (0,6%) con finanziamenti da 2,5 milioni a 5 milioni; 5.425 (0,4%) per crediti da 5 milioni a 25 milioni, mentre oltre questa soglia ci sono appena 584 “nomi” (0,04% del totale).

La ripartizione territoriale. Da un punto di vista geografico, il fenomeno delle sofferenze – e quindi di clienti bancari a rischio usura – si innesta per oltre il 50% nelle regioni settentrionali: il 33% degli npl è del Nord Ovest (Piemonte e Valle d’Aosta 5,4%, Lombardia 24,9%, Liguria 2,7%); il 25,2% è del Nord Est (Trentino Alto Adige 2,0%, Veneto 8,6%, Friuli Venezia Giulia 1,4%, Emilia Romagna 10,0%); nelle regioni del Centro si registrano, poi, sofferenze pari al 27,9% del totale (Toscana 8,3%, Umbria 1,9%, Marche 3,1%, Lazio 13,3%); il 6,4% degli npl è al Sud (Abruzzo e Molise 2,4%, Campania 6,7%, Puglia e Basilicata 4,5%, Calabria 1,5%), mentre il restante 3,4% è delle isole (Sicilia 5,4%, Sardegna 2,0%).

Il “primato” europeo. Negli ultimi cinque anni, in tutta Europa lo stock di crediti deteriorati si è quasi dimezzato, “liberando” risorse per ben 517 miliardi e il 65% di questo risultato è stato ottenuto da paesi come Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. Solo in Italia, l’ammontare complessivo di npl è diminuito del 52% dal 2014 al 2018, percentuale più alta d’Europa dopo il 78% registrato in Irlanda. Peccato che il primato tricolore delle operazioni di cessione cartolarizzazione sia stato raggiunto nel nostro Paese con la vendita diretta di pacchetti di crediti a terze controparti che ormai hanno fatto degli npl un business o attraverso la garanzia pubblica dello Stato (Gacs ovvero Garanzia cartolarizzazione sofferenze). Entrambe le soluzioni sono state utilizzate e perpetrate a danno delle categorie sociali più importanti per lo sviluppo e la crescita del nostro Paese: i lavoratori, le imprese e famiglie. Chi ha tratto profitto dalle svendite folli di crediti marci sono solo le banche e gli operatori di mercato, avvoltoi in cerca di affari a buoni prezzi e ignari del danno sociale prodotto.

SILEONI AL CORRIERE: «VOGLIAMO STANARE LE BANCHE SUL CONTRATTO»

SILEONI AL CORRIERE: «VOGLIAMO STANARE LE BANCHE SUL CONTRATTO»

Lungo articolo sul quotidiano di via Solferino in vista del negoziato con Abi per il rinnovo del ccnl. Ampie dichiarazioni del segretario generale della Fabi. Leggi il testo.

SILEONI AL CORRIERE: «VOGLIAMO STANARE LE BANCHE SUL CONTRATTO»

Lungo articolo sul quotidiano di via Solferino in vista del negoziato con Abi per il rinnovo del ccnl. Ampie dichiarazioni del segretario generale della Fabi. Leggi il testo.

FABI IN PIAZZA CON I LAVORATORI DI CEREABANCA1897

FABI IN PIAZZA CON I LAVORATORI DI CEREABANCA1897

La protesta in attesa dello sciopero del 13 giugno. Muratore: «ingiurie, insulti, minacce ai lavoratori e una preoccupante concentrazione di potere in mano ad una sola persona. Chiediamo il rispetto dei dipendenti e l’intervento di Iccrea»

FABI IN PIAZZA CON I LAVORATORI DI CEREABANCA1897

La Fabi scende in piazza al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori di CereaBanca1897 per dar voce e coraggio ai dipendenti di questo istituto che, si legge nel comunicato disponibile qui sotto, «con grande spirito di appartenenza e responsabilità, hanno lavorato per ottenere i risultati dichiarati in bilancio». Presenti alla manifestazione i dirigenti Fabi di Verona, Udine, Trento, Lodi, Mantova, Vicenza, Padova e una delegazione dell’Emilia Romagna.

CereaBanca1897 è una bcc aderente al gruppo Iccrea con sede in Cerea, provincia di Verona, con quasi 1.600 soci, 14 sportelli fisici e 2 evoluti e 73 dipendenti.

Tecnicamente la banca risulta in positivo, il bilancio 2018 si è chiuso con un utile di 280.000 euro e i parametri patrimoniali risultano sostanzialmente in linea con il resto del settore del credito cooperativo.

Positivi i numeri, ma pessima l’attuazione delle regole contrattuali. Come si legge sempre nel comunicato, il sindacato denuncia da tempo «insulti, ingiurie, persino atteggiamenti e toni minacciosi che arrivano a toccare la delicata sfera delle molestie nei luoghi di lavoro. A fronte di ciò e dopo aver provato a risolvere la situazione con la normale interlocuzione, senza alcun esito, è stato indetto uno sciopero per giovedì 13 giugno».

«Chiediamo rispetto per le lavoratrici ed i lavoratori della Banca, per la loro professionalità e per la loro dignità come persone”, ha detto Marco Muratore, coordinatore Fabi Verona. E ancora: “In Cereabanca si verifica una preoccupante concentrazione di potere in mano ad una sola persona. Chiediamo urgentemente un intervento di Iccrea, a tutela dei lavoratori e della reputazione del movimento».

Cerea, 7 giugno 2019

IL 26 GIUGNO A ROMA RIUNIONE DEL COMITATO DIRETTIVO CENTRALE FABI

IL 26 GIUGNO A ROMA RIUNIONE DEL COMITATO DIRETTIVO CENTRALE FABI

Lo ha deciso oggi la segreteria nazionale della Federazione, alla presenza del segretario generale Lando Maria Sileoni

IL 26 GIUGNO A ROMA RIUNIONE DEL COMITATO DIRETTIVO CENTRALE FABI

Si è riunita oggi a Roma la segreteria nazionale della Fabi, alla presenza del segretario generale Lando Maria Sileoni e dei due segretari generali aggiunti Mauro Bossola e Giuliano De Filippis. L’incontro di oggi precede l’avvio delle trattative con l’Abi per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto lo scorso 31 dicembre.

Decisa, tra altro, la prossima riunione del Comitato direttivo centrale che si terrà, sempre a Roma, il 26 giugno.

CONTRATTO, IL 12 GIUGNO AL VIA LE TRATTATIVE

CONTRATTO, IL 12 GIUGNO AL VIA LE TRATTATIVE

La prossima settimana la Fabi – con gli altri sindacati – e Abi al tavolo per il nuovo Ccnl dopo il via libera delle assemblee dei lavoratori

CONTRATTO,  IL 12 GIUGNO AL VIA LE TRATTATIVE

Entra nel vivo il negoziato per il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro dei 300.000 addetti del settore bancario. Mercoledì 12 giugno la Fabi, le altre organizzazioni sindacali e Abi tornano a incontrarsi per la trattativa sul rinnovo del contratto. L’appuntamento è nella sede dell’Abi, a Roma, alle ore 11.30.

La riunione segue il semaforo verde dei lavoratori e delle lavoratrici alle richieste dei sindacati. Il 31 maggio le organizzazioni sindacali hanno concluso una lunga serie di assemblee in tutta Italia nelle quali la piattaforma rivendicativa unitaria per il rinnovo del Ccnl del credito, dopo dibattiti e discussioni, è stata approvata a larghissima maggioranza (99%). Nel dettaglio, i “sì” espressi durante le oltre 1.000 assemblee hanno raggiunto il 99,31% dei voti, mentre, i “no” sono stati pari allo 0,18% e gli astenuti lo 0,51%. La piattaforma ha raggiunto, dunque, un consenso quasi unanime.

Il contratto è scaduto lo scorso 31 dicembre era stato prorogato al 31 maggio 2019. Sindacati e Abi hanno raggiunto, nei giorni scorsi, un’intesa per un ulteriore rinvio dei termini.

Roma, 04/06/2019

ONLINE IL NUOVO SITO WWW.FABI.IT

ONLINE IL NUOVO SITO WWW.FABI.IT

Si rinnova la piattaforma web della Federazione: più notizie, più video e più immagini accessibili sia nella versione desktop sia nella versione mobile. Buona navigazione!

ONLINE IL NUOVO SITO WWW.FABI.IT

Nuovo sito internet, da oggi pomeriggio, per la Fabi, primo sindacato del settore bancario italiano guidato dal segretario generale Lando Maria Sileoni. Il cambiamento di www.fabi.it è significativo: più notizie, più video e più immagini, in linea con le piattaforme web più moderne a livello internazionale. Grafica asciutta, semplice e caratterizzata dai colori ufficiali dell’organizzazione, il nuovo sito della Fabi è accessibile sia nella classica versione desktop sia in quella mobile.

Un salto di qualità importante che si inserisce nella strategia di comunicazione con la quale la Fabi ha deciso di puntare sempre di più sulla galassia digital e sui social network. Nell’ultimo anno, uno dopo l’altro, sono stati aperti e intensificati i canali Facebook, Twitter @FABI_News, LinkedIn, Instagram @fabi_sindacato, Telegram FabiTelegram.

CONTRATTO, APPROVATA LA PIATTAFORMA: DALLE ASSEMBLEE IL 99% DEI SÌ

CONTRATTO, APPROVATA LA PIATTAFORMA: DALLE ASSEMBLEE IL 99% DEI SÌ

Via libera unanime dei lavoratori alle richieste dei sindacati per il nuovo Ccnl. Accordo con Abi per rinnovare la sospensione dei termini. Leggi il comunicato stampa unitario

CONTRATTO, APPROVATA LA PIATTAFORMA: DALLE ASSEMBLEE IL 99% DEI SÌ

È stata approvata dalle assemblee dei lavoratori la piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei bancari. I sì espressi durante le 1.000 assemblee su tutto il territorio nazionale hanno raggiunto il 99,31% dei voti, mentre i no sono stati pari allo 0,18% e gli astenuti lo 0,51%. La piattaforma ha raggiunto un consenso quasi unanime.

In attesa dell’avvio formale del negoziato, la Fabi e le altre organizzazioni sindacali hanno concordato con l’Abi una proroga della sospensione di termini del contratto (la precedente scadeva oggi, 31 maggio).

PRESSIONI COMMERCIALI, ATTIVA LA PEC PER LE “DENUNCE” La Commissione nazio

PRESSIONI COMMERCIALI, ATTIVA LA PEC PER LE “DENUNCE”

La Commissione nazionale pronta a ricevere le notizie sugli accordi aziendali e le segnalazioni di prassi improprie. A giugno focus sui sistemi incentivanti delle banche

PRESSIONI COMMERCIALI, ATTIVA LA PEC PER LE “DENUNCE”

È attiva da la casella di posta elettronica certificata della Commissione nazionale sulle pressioni commerciali. La nuova Pec serve a ricevere notizie sugli accordi aziendali e le segnalazioni di prassi improprie. I lavori della Commissione, che si è riunita lo scorso 17 maggio, proseguiranno a giugno: focus sui sistemi incentivanti delle banche.

Leggi i dettagli nel comunicato unitario.

LA FABI OSPITA UN VERTICE INTERNAZIONALE SULLA FINANZA

LA FABI OSPITA UN VERTICE INTERNAZIONALE SULLA FINANZA

Domani nella sede della Federazione, a Roma, il primo incontro del network italiano di Finance Watch, organizzazione non governativa che sta promuovendo l’iniziativa #10annidallacrisi

LA FABI OSPITA UN VERTICE INTERNAZIONALE SULLA FINANZA

Riunione dal respiro internazionale sulla finanza e l’economia, domani, nella sede della Fabi a Roma. La Federazione autonoma bancari italiani ospita, infatti, il primo incontro del network italiano di Finance Watch. Si tratta di una organizzazione europea non governativa, a cui aderisce la Fabi, che ha avviato un percorso per la costituzione di reti nazionali volte a facilitare la diffusione e il coordinamento di campagne e iniziative comuni per rendere la finanza a servizio della società̀ civile e dell’economia reale. Obiettivo dell’incontro, tra altro, è promuovere la campagna #10annidallacrisi, iniziativa volta a incoraggiare il contatto diretto tra i cittadini ed i futuri membri del Parlamento Europeo attraverso l’invio di una lettera che richiede l’introduzione di regole chiare e stringenti per limitare l’influenza della lobby della finanza rispetto all’interesse dei cittadini e del pianeta.

La Fabi, da sempre in prima linea per la tutela dei diritti del lavoratore, si propone di agire nelle sedi legislative europee e intervenire sul processo di formazione delle norme finanziaria europea a sostegno finora esclusivo delle lobby finanziarie, ma che cosi fortemente influiscono anche sulla quotidianità di lavoratori del settore.

La Fabi parteciperà alla riunione con due membri del Dipartimento internazionale, Elisabetta Mercaldo e Franco Savi. All’incontro prenderanno parte anche i rappresentanti degli altri sindacati del settore bancario e delle associazioni dei consumatori.

Roma, 22 maggio 20

FONDO PENSIONE BCC, LA PRESIDENZA ALLA FABI

FONDO PENSIONE BCC, LA PRESIDENZA ALLA FABI

Per la prima volta un rappresentante dei lavoratori viene eletto presidente del fondo pensione nazionale delle Bcc. La carica è stata assegnata a Piergiuseppe Mazzoldi, coordinatore nazionale Fabi delle Bcc

FONDO PENSIONE BCC, LA PRESIDENZA ALLA FABI

Elezione storica all’interno del fondo pensione delle banche di credito cooperativo: l’ente bilaterale della previdenza complementare, costituito nel 1987 e che conta oltre 31.100 lavoratrici e lavoratori Bcc.

Dalla sua costituzione, il fondo ha sempre avuto come presidente del consiglio d’amministrazione un rappresentante dei datori di lavoro.
A seguito delle modifiche statutarie deliberate dall’assemblea dei delegati il 29 aprile scorso, però, è stata stabilita l’alternanza, per questo ruolo, tra i rappresentanti dei datori di lavoro e quelli dei lavoratori.

Un primato importantissimo e che viene attribuito alla Fabi con l’elezione a presidente, durante la seduta del CDA del 21 maggio 2019, del coordinatore nazionale Fabi delle BCC, Piergiuseppe Mazzoldi.

Mazzoldi, già vicepresidente del fondo e da anni al suo interno, ha preso parte alle varie fasi di sviluppo e crescita che ne hanno fatto uno dei migliori fondi pensione come dimostrato anche dai numerosi premi internazionali conseguiti.
Un grande risultato che premia il lavoro svolto e che evidenzia il ruolo preminente della FABI nella rappresentanza all’interno di questo organismo: l’assemblea conta ben 24 delegati su 30 di parte sindacale.

“È una data storica – ha detto Mazzoldi – perché dopo 22 anni il fondo ha l’alternanza della presidenza. Credo sia un risultato eccezionale che la Fabi ha gestito, portato avanti e ottenuto”.

“I più sinceri e convinti complimenti per il grande e prestigioso risultato conseguito da Piergiuseppe e da tutta la FABI con la sua elezione a presidente del fondo pensione nazionale Bcc” ha commentato il segretario nazionale Fabi, Luca Bertinotti.

Roma, 21/05/2019

Rimini