«CON STOP IRAP BANCHE PIÙ ATTREZZATE PER SOSTENERE ECONOMIA»

«CON STOP IRAP BANCHE PIÙ ATTREZZATE PER SOSTENERE ECONOMIA»

Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, commenta positivamente l’ipotesi di congelare l’imposta regionale sulle attività produttive utilizzando i fondi del Mes.

«CON STOP IRAP BANCHE PIÙ ATTREZZATE PER SOSTENERE ECONOMIA»

«L’ipotesi di utilizzare i fondi messi a disposizione dal Mes per sospendere l’Irap a carico delle imprese italiane, e tra queste anche le banche, è una idea positiva. In particolare, per gli istituti di credito ci sarebbe una boccata di ossigeno di oltre 1 miliardo di euro, denaro che contribuirebbe a sostenere il settore e a renderlo più attrezzato in una fase complessa per l’intera economia italiana». Lo dichiara il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. «Stiamo affrontando una fase nella quale le banche, con il contributo essenziale delle loro lavoratrici e dei loro lavoratori, sono chiamate a svolgere un ruolo fondamentale per il sostegno alle famiglie e alle imprese, come cerniera per la distribuzione della liquidità, perciò un eventuale alleggerimento fiscale è da accogliere positivamente» aggiunge Sileoni.

Roma, 9 maggio 2020.

FEDERAZIONE AUTONOMA BANCARI ITALIANI

COMUNICATO STAMPA

DL RILANCIO: SILEONI, CON STOP IRAP BANCHE PIÙ ATTREZZATE PER SOSTENERE ECONOMIA

 

Roma, 9 maggio 2020. «L’ipotesi di utilizzare i fondi messi a disposizione dal Mes per sospendere l’Irap a carico delle imprese italiane, e tra queste anche le banche, è una idea positiva. In particolare, per gli istituti di credito ci sarebbe una boccata di ossigeno di oltre 1 miliardo di euro, denaro che contribuirebbe a sostenere il settore e a renderlo più attrezzato in una fase complessa per l’intera economia italiana». Lo dichiara il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. «Stiamo affrontando una fase nella quale le banche, con il contributo essenziale delle loro lavoratrici e dei loro lavoratori, sono chiamate a svolgere un ruolo fondamentale per il sostegno alle famiglie e alle imprese, come cerniera per la distribuzione della liquidità, perciò un eventuale alleggerimento fiscale è da accogliere positivamente» aggiunge Sileoni.

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ESPOSTO CONTRO L’INACCETTABILE CLIMA D’ODIO VERSO I BANCARI

ESPOSTO CONTRO L’INACCETTABILE CLIMA D’ODIO VERSO I BANCARI

Denuncia a tutte le Procure della Repubblica in Italia da parte dei segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin che criticano duramente gli attacchi alla categoria: «Se ci scappa il morto, la responsabilità è della cattiva informazione». Allertato il ministro dell’Interno Lamorgese

ESPOSTO CONTRO L'INACCETTABILE CLIMA D’ODIO VERSO I BANCARI

Denuncia a tutte le Procure della Repubblica in Italia da parte dei segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin che criticano duramente gli attacchi alla categoria: «Se ci scappa il morto, la responsabilità è della cattiva informazione». Allertato il ministro dell’Interno Lamorgese

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SILEONI IN DIRETTA SU RAI UNO: «NASO ROTTO A BANCARIO DA CLIENTE A BRESCIA»

SILEONI IN DIRETTA SU RAI UNO: «NASO ROTTO A BANCARIO DA CLIENTE A BRESCIA»

Il segretario generale della Fabi ospite di Storie italiane annuncia un’altra aggressione ai danni di un lavoratore di una banca: testata e 20 giorni di prognosi. E sui ritardi degli istituti nell’erogare i prestiti garantiti dallo Stato chiede l’intervento di governo, Bankitalia e Abi

SILEONI IN DIRETTA SU RAI UNO: «NASO ROTTO A BANCARIO DA CLIENTE A BRESCIA»

Il segretario generale della Fabi ospite di Storie italiane annuncia un’altra aggressione ai danni di un lavoratore di una banca: testata e 20 giorni di prognosi. E sui ritardi degli istituti nell’erogare i prestiti garantiti dallo Stato chiede l’intervento di governo, Bankitalia e Abi

 

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PARTE LA FASE 2 NEL CREDITO COOPERATIVO

PARTE LA FASE 2 NEL CREDITO COOPERATIVO

Sottoscritto ieri dalla Fabi e dalle altre organizzazioni un “protocollo condiviso” con Federcasse sulla ripresa dal 18 maggio delle attività ordinaria delle filiali. Bertinotti: «Massima attenzione per la messa in sicurezza di tutta la categoria».

PARTE LA FASE 2 NEL CREDITO COOPERATIVO

Dal 18 maggio le banche di credito cooperativo si avviano a una graduale ripresa all’operatività ordinaria delle filiali fermo restando le massime tutele per tutte le i lavoratrici e i lavoratori. È quanto stabilisce il “protocollo condiviso”, il 7 maggio, tra la Fabi, le altre organizzazioni, e i vertici di Federcasse che aggiorna le previsioni contenute nel precedente accordo del 24 marzo, in vista della “fase 2” regolata dal governo (Dpcm 26 aprile 2020).

Continuano comunque a essere privilegiati il ricorso alla modalità di lavoro agile quale principale misura di contenimento del contagio, la raccomandazione nel limitare l’accesso della clientela presso le filiali tramite appuntamenti e il mantenimento del distanziamento sociale e sanificazione degli ambienti di lavoro con dotazione a tutto il personale dei dispositivi DIP; restano, invece, in vigore tutte le prescrizioni in materia di informativa circa le condizioni di salute dei lavoratori compreso l’impegno di misurazione della temperatura corporea, con divieto di accesso sui posti di lavoro in caso di temperatura superiore ai 37,5° e sanificazione periodica degli ambienti di lavoro.

Elemento di rilievo del protocollo è la previsione dell’art 2 comma 6 DPCM 26 aprile 2020, secondo la quale: la mancata attuazione del protocollo, tale da non garantire gli adeguati livelli di protezione e sicurezza, determina la sospensione dell’attività lavorativa fino al ripristino degli standard di sicurezza.

«La sottoscrizione dell’aggiornamento sul protocollo di settore Bcc-Cr Raiffeisen per il contenimento e contrasto del Coronavirus raggiunta nella tarda serata di ieri, giovedì 7 maggio, dà la cifra della massima attenzione e determinazione della FABI e delle altre organizzazioni sul delicato e complesso ambito della pandemia e della messa in sicurezza di tutta la categoria del Credito Cooperativo » ha commentato il segretario nazionale Fabi, Luca Bertinotti.
Secondo Bertinotti «con la definizione di questo documento si definisce quindi la sessione dedicata a questa complessa fase negoziale e si apre ora il percorso di definizione degli strumenti normativi ed economici volti a governare la gestione organizzativa e le necessità e le aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori circa la conciliazione dei tempi di vita e lavoro ai tempi del Coronavirus. Si prosegue con le buone prassi di settore e la scrupolosa attenzione alle normative vigenti tempo per tempo, provenienti dai successivi Dpcm e dai precetti dettati dall’Organizzazione mondiale della sanità».
Viene, inoltre, rafforzato il ruolo delle organizzazioni sindacali nella Commissione Nazionale Permanente -costituita “ad hoc” il 24 marzo scorso – sia per il continuo ed esteso monitoraggio dell’applicazione del protocollo stesso sia per le successive verifiche in ambito organizzativo.

«L’accordo – conclude Bertinotti – rappresenta un risultato non scontato ma pienamente rispondente alle attese e alle necessità della categoria del Credito Cooperativo e prosegue in modo positivo il dialogo e confronto con Federcasse mettendo al centro il “valore” imprescindibile della Persona e della sua sicurezza e protezione in ogni ambito lavorativo».

Roma, 8 maggio 2020

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SILEONI IN DIRETTA SU RAIUNO: «I RITARDI DEI PRESTITI NON SONO COLPA DEI BANCARI»

SILEONI IN DIRETTA SU RAIUNO: «I RITARDI DEI PRESTITI NON SONO COLPA DEI BANCARI»

Il segretario generale della Fabi ospite della trasmissione “Storie italiane” ha spiegato i problemi dell’applicazione in banca del decreto liquidità.

 

Banche: Sileoni, sovrapposizione norme ha creato il caos  *Ritardi prestiti colpa di burocrazia del governo e istituti *
(ANSA) – ROMA, 04 MAG – “Chi lavorava in banca fino a pochi giorni fa non sapeva come stavano le cose dal punto di vista giuridico normativo. Il governo ha sovrapposto norme precedenti al decreto liquidita’ con quelle, farraginose, dello stesso decreto e si e’ creato caos”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato durante la trasmissione ‘Storie italiane’ su Rai Uno. Secondo Sileoni “se il decreto non funziona e ci sono ritardi sui prestiti, non e’ colpa delle lavoratrici e dei lavoratori bancari. Fino a venerdi’ scorso alcuni gruppi bancari, che stanno riempiendo le televisioni e quotidiani con pubblicita’ pagate fiumi di denaro, non avevano ancora fatto la circolare esplicativa su come i lavoratori si sarebbero dovuti comportare anche fino ai prestiti fino a 25.000 euro. Ma se le circolari esplicative – per una burocrazia allucinante, un po’ da parte del governo e un po’ da parte delle banche – sono arrivate soltanto recentemente, non ce la prendiamo con chi non lavora allo sportello e risponde al telefono”. Il segretario della Fabi sottolinea infine come “qualche banca ha rallentato perche’ sta pretendendo dal governo uno scudo penale” allo scopo di non essere accusati di reati come “la bancarotta preferenziale o la bancarotta semplice delle imprese a cui concedono i prestiti garantiti dallo Stato”. “Il problema – ribadisce Sileoni – nasce da un decreto farraginoso che sostanzialmente ha sovrapposto delle norme”. (ANSA). ALG 04-MAG-20 15:44

Dl imprese: Sileoni (Fabi), banche vogliono scudo su bancarotta aziende (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Roma, 04 mag – “Qualche banca ha rallentato perche’ sta pretendendo dal governo uno scudo penale su argomenti specifici, perche’ corrono il rischio di essere accusati di reati, in concorso, come la bancarotta preferenziale o la bancarotta semplice delle imprese a cui concedono i prestiti garantiti dallo Stato: l’aiuto a imprese di cui gia’ si conosce la difficolta’ economica puo’ essere interpretato come il tentativo di posticipare il dissesto e poi il fallimento”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato durante la trasmissione ‘Storie italiane’ su Rai Uno. Secondo Sileoni “il problema nasce da un decreto farraginoso che sostanzialmente ha sovrapposto delle norme”. Com-Cel (RADIOCOR) 04-05-20 15:07:09 (0399)PA 5 NNNN

 

Coronavirus, Sileoni (Fabi): Sovrapposizione norme dl liquidità ha creato caos Torino, 4 mag. (LaPresse) – “Chi lavorava in banca fino a pochi giorni fa non sapeva come stavano le cose dal punto di vista giuridico normativo. Il governo ha sovrapposto norme precedenti al decreto liquidità con quelle, farraginose, dello stesso decreto e si è creato caos”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato durante la trasmissione “Storie italiane” su Rai Uno. Secondo Sileoni “in assenza di una normativa chiara del governo che ha portato a una sovrapposizione legislativa, posso assicurare che i direttori di filiale e i gestori imprese hanno contattato telefonicamente preventivamente tutte le imprese clienti, per portarsi avanti con il lavoro. Abbiamo evidenziato recentemente che ci sono alcune banche che fanno la valutazione del merito creditizio per importi fino a 25.000 euro e non la dovrebbero fare”, (Segue) ECO NG01 lcr 041509 MAG 20

 

Coronavirus, Sileoni (Fabi): Sovrapposizione norme dl liquidità ha creato caos-2- Torino (Italia), 4 mag. (LaPresse) – “Se il decreto non funziona e ci sono ritardi sui prestiti, non è colpa delle lavoratrici e dei lavoratori bancari. Fino a venerdì scorso alcuni gruppi bancari, che stanno riempiendo le televisioni e quotidiani con pubblicità pagate fiumi di denaro, non avevano ancora fatto la circolare esplicativa su come i lavoratori si sarebbero dovuti comportare anche fino ai prestiti fino a 25.000 euro. Ma se le circolari esplicative – per una burocrazia allucinante, un po’ da parte del governo e un po’ da parte delle banche -sono arrivate soltanto recentemente, non ce la prendiamo con chi non lavora allo sportello e risponde al telefono. Se non rispondono, o se rispondono al telefono in maniera molto generica, è perché ricevono indicazioni di questo genere”, dice il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato durante la trasmissione “Storie italiane” su Rai Uno. Secondo Sileoni il “45% dei bancari ha lavorato in smart working, ma il 55% di 310.000 persone stava in trincea allo sportello. Prendersela chi lavora in banca è la cosa più inutile e ingiusta perché la politica delle banche viene fatta non dalle lavoratrici e dai lavoratori, ma dall’alto. Noi siamo lavoratori al pari degli altri ed essendo un servizio pubblico essenziale siamo categorie a rischio”.(Segue) ECO NG01 lcr 041509 MAG 20

 

Coronavirus, Sileoni (Fabi): Sovrapposizione norme dl liquidità ha creato caos-3- Torino , 4 mag. (LaPresse) – “Qualche banca ha rallentato perché sta pretendendo dal governo uno scudo penale su argomenti specifici, perché corrono il rischio di essere accusati di reati, in concorso, come la bancarotta preferenziale o la bancarotta semplice delle imprese a cui concedono i prestiti garantiti dallo Stato: l’aiuto a imprese di cui già si conosce la difficoltà economica può essere interpretato come il tentativo di posticipare il dissesto e poi il fallimento”, ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato durante la trasmissione “Storie italiane” su Rai Uno. Secondo Sileoni “il problema nasce da un decreto farraginoso che sostanzialmente ha sovrapposto delle norme”. ECO NG01 lcr 041509 MA

 

Banche: Sileoni, sovrapposizione norme ha creato caos = (AGI) – Milano, 4 mag- “Chi lavorava in banca fino a pochi giorni fa non sapeva come stavano le cose dal punto di vista giuridico normativo. Il governo ha sovrapposto norme precedenti al decreto liquidita’ con quelle, farraginose, dello stesso decreto e si e’ creato caos”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato durante la trasmissione “Storie italiane” su Rai Uno. Secondo Sileoni, “se il decreto non funziona non e’ colpa delle lavoratrici e dei lavoratori bancari. Fino a venerdi’ scorso alcuni gruppi bancari, che stanno riempiendo le televisioni e quotidiani con pubblicita’ pagate fiumi di denaro, non avevano ancora fatto la circolare esplicativa su come i lavoratori si sarebbero dovuti comportare anche fino ai prestiti fino a 25.000 euro. Ma se le circolari esplicative – per una burocrazia allucinante, un po’ da parte del governo e un po’ da parte delle banche -sono arrivate soltanto recentemente, non ce la prendiamo con chi non lavora allo sportello e risponde al telefono. Se non rispondono, o se rispondono al telefono in maniera molto generica, e’ perche’ ricevono indicazioni di questo genere”. (AGI)Red/Mad 041740 MAG 20 NNNN

 

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«Non ci sono diritti dei lavoratori senza il diritto alla salute»

#1MAGGIO2020 CON LA FABI

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CORONAVIRUS, LE NUOVE NORME PER LA SICUREZZA DEI BANCARI

CORONAVIRUS, LE NUOVE NORME PER LA SICUREZZA DEI BANCARI

Sul Sole24Ore Cristina Casadei illustra il contenuto dell’ultimo accordo firmato dalla Fabi, le altre organizzazioni sindacali e l’Abi per tutelare le lavoratrici e i lavoratori delle banche

CORONAVIRUS, LE NUOVE NORME PER LA SICUREZZA DEI BANCARI

Sul Sole24Ore Cristina Casadei illustra il contenuto dell’ultimo accordo firmato dalla Fabi, le altre organizzazioni sindacali e l’Abi per tutelare le lavoratrici e i lavoratori delle banche

QUI SCARICATE L’ACCORDO E IL COMUNICATO STAMPA UNITARIO

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«I LAVORATORI BANCARI RISCHIANO LA VITA PER FORNIRE UN SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE»

«I LAVORATORI BANCARI RISCHIANO LA VITA PER FORNIRE UN SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE»

In diretta a Uno Mattina su RaiUno, il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni: «Il clima critico verso il settore permane, non c’è distinzione tra chi sta in trincea e ci mette la faccia e chi gestisce le banche».

«I LAVORATORI BANCARI RISCHIANO LA VITA PER FORNIRE UN SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE»

«Nonostante i ritardi pubblici, i direttori delle agenzie, da almeno dieci giorni, hanno contattato preventivamente tutte le aziende clienti. Noi, in anticipo, eravamo preparati. Il governo ha dato l’annuncio del decreto liquidità e noi eravamo pronti, ma subito dopo si sono dimenticati del nullaosta della Commissione europea, che mancava, ed è arrivato solo dopo una settimana. Negli ultimi giorni, si sono registrati due ritardi: uno da parte del Fondo di garanzia delle pmi e l’altro da parte della Sace che ha sottoscritto l’accordo con Abi solo l’altra notte». Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato alla trasmissione Uno Mattina su RaiUno. «Abbiamo espresso due motivi di preoccupazione. Il primo – ha aggiunto Sileoni – per il clima che si è creato negli ultimi anni, e in particolare in questo periodo, intorno al mondo delle banche, perché la gente non fa distinzione tra chi le gestisce e ha delle responsabilità maggiori rispetto a chi sta allo sportello e ci mette la faccia. Voglio ricordare a tutti che siamo un servizio pubblico essenziale, siamo in trincea e abbiamo avuto anche noi i nostri morti. Dall’altro c’è la nostra consapevolezza che la politica, quando esprime un giudizio sul settore bancario, lo fa con molto scetticismo: perché parlare bene delle banche e di chi lavora in banca farebbe perdere consenso elettorale. Ma c’è gente che sta allo sportello, che sta rischiando la vita e che vuole dare un servizio alla clientela».

Roma, 21 aprile 2020

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TASK FORCE FABI PER GESTIRE LE TENSIONI NELLE FILIALI BANCARIE

TASK FORCE FABI PER GESTIRE LE TENSIONI NELLE FILIALI BANCARIE

Parte stamattina la procedura per i prestiti garantiti dallo Stato. La segreteria nazionale della Federazione si mobilita per monitorare eventuali episodi critici nelle agenzie. Sileoni: «Così sconfiggiamo il virus della violenza. Grazie al ministro Lamorgese e ai Prefetti» che hanno assicurato presenza e vigilanza

TASK FORCE FABI PER GESTIRE LE TENSIONI NELLE FILIALI BANCARIE

La Fabi attiva una task force per monitorare eventuali episodi di tensioni di tensione che potrebbero verificarsi, a partire da oggi, con il via alle richieste di finanziamenti garantiti dallo Stato grazie al decreto legge “liquidità”. La segreteria nazionale del principale sindacato dei bancari si mobilita, chiedendo a tutti i dirigenti sindacali, ai coordinatori nazionali – aziendali e di gruppo – di segnalare situazioni di prevaricazioni ed offese a danno delle lavoratrici e dei lavoratori bancari. «Così sconfiggiamo il virus della violenza» scrive il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, in una comunicazione inviata a tutte le strutture dell’organizzazione nella quale si sottolinea che il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e tutti i Prefetti dell’intero territorio nazionale hanno assicurato, per questi giorni, la massima presenza e vigilanza delle agenzie di banca. «La Fabi ringrazia profondamente il ministro Lamorgese e i Prefetti d’Italia. Invitiamo tutti i dirigenti sindacali Fabi a stringersi intorno ai nostri colleghi con determinazione ed una attenta e puntigliosa vigilanza» aggiunge Sileoni.

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I SINDACATI SCRIVONO AL VIMINALE: «CHIEDIAMO SICUREZZA PER CHI LAVORA IN BANCA»

I SINDACATI SCRIVONO AL VIMINALE: «CHIEDIAMO SICUREZZA PER CHI LAVORA IN BANCA»

L’allarme della Fabi e delle altre organizzazioni sindacali al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, sui timori alla corsa agli sportelli bancari per l’erogazione dei finanziamenti disposti dal “decreto imprese”, ripreso dal Sole 24 ore, Il Messaggero, Avvenire, Il Giornale, Libero, La Verità,IL Secolo XIX, La Stampa, Il Messaggero Veneto, Il Mattino, Il Piccolo, Nuova Venezia. La Sicilia, Brescia Oggi, La gazzetta del Mezzogiorno, La Gazzetta del Sud, La Provincia, Ansa, Repubblica.it

I SINDACATI SCRIVONO AL VIMINALE: «CHIEDIAMO SICUREZZA PER CHI LAVORA IN BANCA»

L’allarme della Fabi e delle altre organizzazioni sindacali al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, sui timori alla corsa agli sportelli bancari per l’erogazione dei finanziamenti disposti dal “decreto imprese”, ripreso dal Sole 24 ore, Il Messaggero, Avvenire, Il Giornale, Libero, La Verità,IL Secolo XIX, La Stampa, Il Messaggero Veneto, Il Mattino, Il Piccolo, Nuova Venezia. La Sicilia, Brescia Oggi, La gazzetta del Mezzogiorno, La Gazzetta del Sud, La Provincia, Ansa, Repubblica.it

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