FISCO, STOP AI RUOLI ESATTORIALI PER GLI AVVISI BONARI AGLI ESODATI

Durante un incontro con la Fabi e le altre organizzazioni sindacali, l’agenzia delle Entrate ha comunicato che, in attesa di chiarimenti da parte del ministero dell’Economia, congelerà le richieste fiscali alle lavoratrici e ai lavoratori in esodo negli scorsi anni

FISCO, STOP AI RUOLI ESATTORIALI PER GLI AVVISI BONARI AGLI ESODATI

“Agenzia delle Entrate ha dichiarato che non intende procedere ad alcuna iscrizione a ruolo”, finché non sarà “acquisito il parere del ministero dell’Economia e delle Finanze”, in relazione agli avvisi bonari recapitati alle lavoratrici e ai lavoratori esodati delle banche e delle bcc.

È quanto spiegano i segretari generali dei sei sindacati bancari Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, Lando Maria Sileoni, Riccardo Colombani, Nino Baseotto, Fulvio Furlan ed Emilio Contrasto, in un comunicato unitario nel quale riassumono un incontro, di mercoledì scorso, con l’agenzia delle Entrate. La quale “ha convenuto sul fatto che non è cambiato il regime fiscale e che gli accordi istitutivi del Fondo di solidarietà e i susseguenti decreti legge si riferiscono all’importo netto dell’assegno straordinario. Da parte di tutte le sigle sindacali si è con fermezza ribadita la sostanza dell’accordo istitutivo e dei decreti susseguenti, confermando l’assoluta convinzione che gli avvisi bonari inviati sono immotivati e sbagliati. Le organizzazioni sindacali hanno inoltre sottolineato l’importanza dell’azione del Fondo che, senza pesare mai sulla fiscalità generale, ha consentito di gestire in questi anni circa sessantamila esodi volontari e che potrà e dovrà essere strumento essenziale per governare gli esodi già convenuti da qui ai prossimi anni, che si stimano in circa sedicimila” spiegano Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin nel comunicato unitario.

Una nuova riunione sarà fissata “in tempi congrui auspicabilmente con tutti i soggetti interessati, in attesa del parere del Mef”. Parere interpretativo che verrà chiesto dalle organizzazioni sindacali, dalle associazioni datoriali e dalla stessa agenzia delle Entrate.

Roma, 11 giugno 2021

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ETICA E FINANZA: PER ASSONOVA È UN BINOMIO IMPRESCINDIBILE

La vendita valoriale, le pressioni commerciali, il ricambio generazionale, la necessità di un contratto per i consulenti a partita Iva: sono i temi al centro della conferenza di oggi promossa da Fabi-Assonova e dedicata al mondo della consulenza finanziaria. Giuliano Xausa, presidente Assonova e segretario nazionale Fabi, si confronta con i principali esponenti del settore, in una diretta streaming moderata da Marco Muffato, caporedattore di Investire

 

Nuovo appuntamento con “La primavera nelle banche”, il ciclo di conferenze online targato Fabi e inaugurato lo scorso marzo. Dopo le puntate riservate al mondo delle banche, si entra oggi nel settore della consulenza finanziaria: protagonista è infatti Assonova, l’associazione promossa dalla Fabi che rappresenta i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, iscritti all’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari (Ocf).

ETICA E FINANZA: PER ASSONOVA È UN BINOMIO IMPRESCINDIBILE

L’associazione, sin dalla sua fondazione, ha posto al centro della sua attività la vendita valoriale: e proprio la vendita etica, le pressioni commerciali e il ricambio generazionale sono i temi al centro del dibattito odierno. A confrontarsi in diretta streaming, moderati da Marco Muffato, caporedattore del mensile economico Investire, sono i principali esponenti del settore: insieme a Giuliano Xausa, segretario nazionale Fabi e Presidente Assonova, Cesare Armellini, presidente Nafop, Gaetano Megale, membro permanente del Centro Studi sulla Normazione UNI, Alessandro Paralupi, direttore generale e segretario generale Ocf, Pierstefano De Fiores, formatore indipendente.

È il moderatore Marco Muffato a dare la parola al padrone di casa, Giuliano Xausa, che fa subito il punto sul tema che caratterizza l’evento: l’importanza della vendita valoriale, una vendita basata sul rispetto delle norme ma, soprattutto, una scelta di cultura dell’integrità.
Il presidente Assonova ha ricordato l’importante risultato raggiunto dalla Fabi nel 2017, l’accordo sulle politiche commerciali, con norme molto stringenti, il cui rispetto – ha dichiarato Xausa – «implica tuttavia una scelta individuale, personale, una scelta di cultura dell’integrità. Per Assonova questa è una regola fondamentale, un obiettivo imprescindibile: applicare le norme nell’attività lavorativa significa non solo fare le cose giuste, ma farle nel modo corretto anche quando non si è sotto i riflettori né giudicati da qualcuno. Serve un approccio basato sì sulle norme ma soprattutto sui valori».

Inizia poi il partecipato dibattito, con Muffato che raccoglie le opinioni dei protagonisti, guidando la discussione e lanciando i vari input.

Alessandro Paralupi, direttore generale e segretario generale Ocf, definisce così l’organismo che rappresenta: un’istituzione che presidia il mercato della consulenza, sia dal lato della domanda che dal lato dell’offerta. Oggi, un albo pienamente funzionante, con oltre 52mila iscritti: non solo consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede ma anche consulenti finanziari autonomi (cosiddetti consulenti indipendenti) e le società di consulenza finanziaria.
Paralupi interviene sul fenomeno dell’abusivismo finanziario ricordando che «l’istituzione dell’albo consente di avere un mercato più regolamentato ed efficiente, oltre alla possibilità di intervenire con opere di vigilanza. Dove riscontriamo questo fenomeno facciamo un’istruttoria ed applichiamo poi gli strumenti del caso». La vigilanza è materia che sta particolarmente a cuore ad Ocf: grazie ad un sistema di indicatori di anomalia, l’Ocf riceve un flusso di informazioni sottoposte poi ad analisi che permettono di tenere sempre sotto controllo l’intero sistema.

Gaetano Megale, membro permanente del Centro Studi sulla Normazione UNI, pone l’accento sul tema dell’etica: si può davvero parlare di vendita etica quando si parla di prodotti finanziari? La risposta è sì perché «l’etica non riguarda il prodotto che si vende, bensì deve appartenere al professionista, che deve fare una scelta. Si tratta perciò del comportamento morale di una persona. Ecco perché fondamentale che il focus sia, sempre, sulla persona, e non sul prodotto».

Poi, l’argomento formazione, approfondito da Pierstefano De Fiores, formatore indipendente. «La formazione ha acquisito maggiore importanza dopo la Mifid 2?», questa la domanda di Muffato.
«La Mifid 2 ha accelerato il processo che porta il consulente finanziario ad essere un pianificatore finanziario, il financial planner. Il pianificatore finanziario accompagna il cliente verso obiettivi di vita, non solo verso obiettivi esclusivamente finanziari. Partendo da dati oggettivi, si sviluppano gli obiettivi di vita del cliente». Non solo la gestione del portafoglio del cliente, quindi, ma una gestione in un’ottica più complessiva, specifica De Fiores.

Il moderatore introduce poi nel dibattito la questione spinosa delle pressioni commerciali, che continuano ad essere la madre di tanti problemi.
«Pensavamo che con la fine degli scandali bancari questo problema fosse ormai risolto. Non è così: – premette Xausa – I lavoratori sono ogni giorno soggetti a continue pressioni: rendicontazione oraria delle vendite, monitoraggio continuo dei risultati, la spasmodica richiesta di dati, richiesta di appuntamenti pianificati, l’impegno per vendite future, chiamate e mail incessanti, la spinta a vendere prodotti buoni ma alle persone sbagliate. Tutto questo, fino ad arrivare, in molti casi, alle minacce».
Nel mondo delle reti legate alle banche la situazione è questa. E il timore è che la situazione possa anche peggiorare, con una competizione ancora più esasperata tra i grandi gruppi e un’attività che si concentrerà sui prodotti maggiormente remunerativi, quelli assicurativi in primis.
«L’Accordo sulle politiche commerciali del 2017 è uno strumento molto importante ma non ancora del tutto utilizzato. Crediamo debba essere utilizzato anche tra i consulenti liberi professionisti», conclude Xausa.

Viene poi affrontato il tema del “ricambio generazionale”: un concetto di cui si dibatte con un’attenzione crescente nel settore delle reti di consulenti finanziari, che vedono un accesso di giovani a una professione la cui età media è intorno ai 53 anni. «Quali sono i fattori – chiede Muffato al presidente Assonova – che al momento ostacolano una soluzione credibile a un’emergenza che, concretamente, mette a rischio il futuro di questa categoria professionale?»
E la risposta è netta: «Il problema principale sono i cosiddetti contratti-capestro offerti ai neo-consulenti finanziari: una tipologia di contratto nettamente sbilanciato, a favore di una parte e a discapito di un’altra, che è, ovviamente, il giovane lavoratore. Non si tratta necessariamente di trappole, nel senso che tali clausole possono anche essere scritte in modo chiaro: è il loro contenuto a rendere il contratto “pericoloso”; questo contratto garantisce, da un lato, facoltà e poteri a un soggetto mentre pone vincoli e condizioni limitative all’altro».
D’altro lato, non può rappresentare certo un’alternativa il contratto ibrido, ossia la situazione in cui un lavoratore ha un contratto che prevede 2-3 giorni come dipendente e i restanti 2-3 giorni come libero professionista: «Per noi si tratta di un mostro a due teste. Le banche insistono in questo contratto solo per ovvie ragioni di risparmio. Per noi di Fabi – Assonova il contratto ibrido non può e non deve avere un futuro” è l’opinione netta del presidente Assonova.

Con De Fiores si torna poi all’argomento formazione: competenza, possesso dei giusti strumenti e formazione sono, infatti, un mattone importante nella costruzione dell’integrità. La certificazione europea rappresenta il tassello di alto valore che il consulente può aggiungere alla propria professionalità, così come il percorso di formazione per diventare financial planner. In tutti i casi, si tratta di apportare integrità e valore nella gestione del rapporto con il cliente.

Con Megale, ulteriore approfondimento sulla possibilità di proposte legislative che permettano un approccio basato sui valori: l’esperto in normazione Uni porta l’esempio della provincia autonoma di Trento, che ha realizzato una modalità di semplificazione delle norme in linea con un maggiore sviluppo dell’integrità delle persone .

Ma anche la pensione integrativa è uno dei temi più sentiti dai consulenti finanziari. E qui, incalzato da Muffato, Xausa espone nel dettaglio la problematica: «L’attività di consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede è svolta esclusivamente nell’interesse di un solo soggetto abilitato. Dal punto di vista previdenziale molte reti, invece, versano contributi Enasarco come fossero plurimandatari dietro la giustificazione che potrebbero esercitare attività in altri settori. Questo succede da oltre un decennio, nessuno ha mai voluto affrontare concretamente la questione».

Come lavora, invece, il consulente finanziario indipendente, oggi denominato autonomo? Cesare Armellini, presidente Nafop, fa un focus su questa figura: una tipologia di lavoratore pagato a parcella diretta dal suo cliente e che non ha rapporti con intermediari. Non riceve, perciò, una remunerazione dal prodotto che consiglia e non esiste, di conseguenza, conflitto di interessi, perché gli interessi tra consulente e cliente coincidono. La mission del consulente autonomo è una completa pianificazione finanziaria del proprio cliente.
“Se una banca intendesse fare consulenza indipendente dovrebbe anzitutto rinunciare agli accordi commerciali in atto», suggerisce il presidente Nafop.

Ma esiste davvero, chiede Muffato, un lavoro che non prevede alcun conflitto di interesse?
Secondo Megale, il tema del conflitto di interessi riguarda qualsiasi attività professionale: «Non esiste un settore che ne sia privo: lo vediamo ogni giorno in una comunicazione sfrenata che tende a screditare la concorrenza».
Questa la replica di Armellini: «L’etica è una cosa personale, ritengo molto difficile la sua misurazione. Se il pagamento non è a performance o a percentuale, ma a compenso fisso, come giusto che sia per un professionista, va da sé che decade anche la possibilità del conflitto di interessi».

L’incontro si chiude con una proposta importante che il presidente Assonova rivolge al settore: è tempo di pensare e di costruire una contrattazione collettiva per tutti i consulenti finanziari che operano in partita Iva. «C’è bisogno di una cornice normativa con principi minimi garantiti su temi come welfare, salute, polizza malattia, fondo pensione, formazione, ricambio generazionale, parità di genere, integrità nella vendita».

 

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LA MAPPA DEI CREDITI DETERIORATI DELLE BANCHE: A FINE 2020 QUASI 97 MILIARDI DI EURO

Ecco la ripartizione territoriale completa dei rischi degli istituti di credito: regione per regione tutti i numeri sulle sofferenze, sulle inadempienze probabili e sui prestiti scaduti. Con i dati sulle rate non rimborsate regolarmente da aziende (71,1 miliardi) e famiglie (14,4 miliardi) in Italia: Lombardia (24%), Lazio (13%), Emilia-Romagna (9%), Veneto (8%) e Toscana (6,7%) le regioni con più sofferenze; Trentino-Alto Adige (2%), l’Umbria (1,9%) e Liguria (1,8%) quelle meno esposte. Oltre la metà delle sofferenze al Nord, il 40% al Centro e al Sud. Sileoni: «Famiglie e imprese duramente colpite dal Covid»

LA MAPPA DEI CREDITI DETERIORATI DELLE BANCHE: A FINE 2020 QUASI 97 MILIARDI DI EURO

LE ANALISI DELLA FABI

 

LA MAPPA DEI CREDITI DETERIORATI DELLE BANCHE: A FINE 2020 QUASI 97 MILIARDI DI EURO

OLTRE LA METÀ DELLE SOFFERENZE AL NORD, IL 40% AL CENTRO E AL SUD

Ecco la ripartizione territoriale completa dei rischi degli istituti di credito: regione per regione tutti i numeri sulle sofferenze, sulle inadempienze probabili e sui prestiti scaduti. Con i dati sulle rate non rimborsate regolarmente da aziende (71,1 miliardi) e famiglie (14,4 miliardi) in Italia: Lombardia (24%), Lazio (13%), Emilia-Romagna (9%), Veneto (8%) e Toscana (6,7%) le regioni con più sofferenze; Trentino-Alto Adige (2%), l’Umbria (1,9%) e Liguria (1,8%) quelle meno esposte. Sileoni: «Famiglie e imprese duramente colpite dal Covid»

 

 

Quasi 97 miliardi di euro di crediti deteriorati, di cui la metà concentrata nel Nord Italia e solo il 40% distribuito tra Centro e Sud. Sono questi i numeri di un fenomeno dal quale emerge un Paese ancora in affanno, con differenze tra debito delle famiglie e debito delle imprese, che è sotto la lente di ingrandimento delle autorità di vigilanza europea. La Fabi ha scattato una fotografia sulla geografia dei rischi delle banche. Il quadro, disegnato a fine 2020, vede 71,1 miliardi di euro di crediti deteriorati concentrati nelle aziende italiane e solo 14,4 miliardi di euro nelle famiglie. Si tratta di un debito che è concentrato maggiormente in cinque regioni e con una distribuzione territoriale che copre per più della metà il Nord Ovest e il Centro, per il 20% il Nord Est e per la restante parte è suddiviso tra Centro (24%) e Sud (14%).  La mappa di tutti i crediti deteriorati è infatti maggiormente tinta di rosso per le regioni come Lombardia (24%), Lazio (13%), Emilia-Romagna (9%), Veneto (8%) e Toscana (6,7%) mentre è più gialla per il Trentino-Alto Adige (2%), l’Umbria (1,9%) e la Liguria (1,8%). I dati più confortanti sono quelli riscontrati per la Calabria (1,6%) e il Friuli-Venezia Giulia (l’1,5%). La fotografia dei crediti deteriorati si sovrappone alla geografia economica italiana: c’è equilibrio tra la ripartizione delle sofferenze e le aree del Paese che producono di più.

 

Ad eccezione dei prestiti scaduti, in tutte le altre due categorie del rischio di credito (sofferenze e inadempienze probabili) il settore produttivo italiano vanta maggiori rischi rispetto alle famiglie, anche se più marcati in alcune aree rispetto ad altre. Solo il 27% dei complessivi 96,9 miliardi di euro è in capo alle famiglie (14,4 miliardi) mentre oltre il 70% dei volumi appartiene alle aziende (71,1 miliardi), che dimostrano di essere i debitori maggiormente in difficoltà nei confronti delle banche.

 

Tra i circa 50 miliardi di euro di prestiti non rimborsati al Nord e i 38 miliardi di euro ancora pendenti al Centro Sud, l’Emilia-Romagna, il Lazio e la Lombardia raggiungono congiuntamente quasi la metà

dei debitori complessivi e rispettivamente il 52% delle inadempienze probabili e il 43% delle sofferenze.  Non restano immuni dall’aumento del rischio di credito nemmeno le famiglie e le imprese di Sicilia e Sardegna, dove la percentuale di imprese messe in ginocchio a fine 2020 per mancati rimborsi rappresentano insieme il 7,5% del totale.

 

«Questi numeri dimostrano come le imprese e le famiglie siano particolarmente colpite da una pesante crisi economica e il governo deve mettere in condizione questi soggetti di poter ripartire e dimostrano anche che la situazione è peggiorata nella seconda fase della pandemia. Dove ci sono più imprese, la crisi economica dovuta anche al Covid ha colpito di più. Un argomento che sta noi a cuore, e ne abbiamo fatto una battaglia, è l’approvazione della norma che consente di allungare le scadenze per rimborsare i prestiti per l’acquisto delle abitazioni finite all’asta. Finalmente centinaia di migliaia di famiglie non correranno più il rischio di perdere così la propria abitazione» commenta il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. «Il presidente della Commissione di vigilanza della Bce, Andrea Enria, ha duramente richiamato le banche a una maggiore attenzione sui rischi relativi ai prestiti bancari. La Banca centrale europea e l’Eba (Autorità bancaria europea) hanno chiesto alle banche di gestire le sofferenze bancarie, cioè i prestiti non rimborsati, aumentando fortemente i criteri di controllo e gestione: le banche europee da quest’anno devono smaltire dai 7 ai 9 anni i crediti in sofferenza coperti da garanzia reale, in soli 3 anni quelli senza garanzie reali. Noi teniamo sotto controllo quello che fanno le banche italiane e perciò abbiamo realizzato una mappa dei rischi ovvero la ripartizione territoriale delle sofferenze» aggiunge Sileoni.

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ASSEGNI STRAORDINARI TASSATI, L’ALTOLÀ DELLA FABI

Dall’Agenzia delle Entrate in arrivo avvisi bonari per la riliquidazione delle prestazioni straordinarie del settore credito e credito cooperativo percepiti nel 2016. Coinvolti migliaia di lavoratori. La Federazione: «Una novità assoluta da quando esistono i Fondi di solidarietà». Milazzo: «Stiamo provvedendo perché si faccia chiarezza, spero si tratti di un errore, fino ad ora non era mai successo che gli assegni subissero una tassazione».

ASSEGNI STRAORDINARI TASSATI, L’ALTOLÀ DELLA FABI

Avvisi di pagamento di imposte per gli assegni straordinari del settore del credito e credito cooperativo. È quanto si stanno vedendo recapitare, da alcuni giorni, migliaia di lavoratori bancari in esodo dall’Agenzia delle Entrate. La denuncia arriva dai sindacati che hanno subito provveduto ad avvisare le proprie strutture territoriali e gli iscritti e che ovviamente non ha perso tempo nelle sedi opportune. Le richieste, che ammontano ad importi medi di circa 2mila euro, sarebbero avvisi di pagamento per integrazione delle imposte relative all’anno 2016. Una novità assoluta, dal momento che gli assegni straordinari del settore credito e credito cooperativo non vengono riliquidati, con un regime che è tale fin dall’origine dei relativi “Fondi di solidarietà”.

 

È stata ovviamente immediata la presa di posizione dei sindacati di settore. «Stiamo provvedendo perché si faccia chiarezza, spero si tratti di un errore, fino ad ora non era mai successo che gli assegni subissero una tassazione. Se così fosse sarebbe un ricaduta pesante sull’utilizzo dello strumento Fondo per gli esuberi» ha commentato Giuseppe Milazzo, segretario nazionale Fabi.

La segreteria nazionale Fabi, con quelle di First, Fisac, Uilca e Unisin, stanno seguendo la questione per chiarire le ragioni dell’iniziativa e dato avvio alle opportune verifiche con la Direzione Generale INPS, l’Agenzia delle Entrate e le Associazioni datoriali.

Nel frattempo, la Fabi fa sapere ai proprio iscritti di non procedere, per ora, ad alcun pagamento (gli avvisi bonari prevedono 30 giorni di tempo per il pagamento, la rateizzazione o la richiesta di rettifica) e di inviare ai propri referenti territoriali copia dell’avviso ricevuto con la data esatta di ricezione dell’avviso.

Qualora non si riuscisse a risolvere il problema, tutti gli iscritti saranno comunque assistiti dai Sab di competenza supportati a livello nazionale dal Dipartimento Welfare, attraverso istanze di rettifica ed annullamento da presentare all’Agenzia delle Entrate.

Roma, 4 maggio 2021

 

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FABITV RADDOPPIA IL PALINSESTO, ECCO TUTTE LE NOVITÀ

Sei nuove rubriche che arricchiscono i contenuti e gli spazi di approfondimento della webtv della Fabi.

Diventa sempre più ricco il palinsesto di FabiTV, la webtv della Fabi: nel corso degli ultimi mesi, sei le nuove rubriche, grazie alle quali sono quasi raddoppiati gli spazi di informazione. Per tutti i dirigenti sindacali Fabi, oltre che per le lavoratrici e i lavoratori bancari, FabiTV è un punto di riferimento per restare costantemente aggiornati e informati sia sull’andamento del settore sia sulle notizie relative ai gruppi e alle aziende.

FABITV RADDOPPIA IL PALINSESTO, ECCO TUTTE LE NOVITÀ

Ecco i dettagli delle novità aggiunte su www.fabitv.it nell’ultimo periodo. “Lavori in corso”, contenitore sulle novità e sugli accordi nei gruppi, si arricchisce con gli spazi dedicati a: Banco Bpm di Giulia Di Viesti, Bper di Elisa Salmasi, Crédit Agricole Italia di Patrizia Ceccarini, Unicredit di Flaminia Falpo. Quattro importanti innesti che si affiancano alle rubriche su Intesa Sanpaolo di Giulia Nini e sul Monte dei Paschi di Siena di Silvia Masaracchia. Nell’ambito del credito cooperativo, poi, “L’A … BCC” viene integrato con gli approfondimenti relativi a Iccrea di Caterina Stramenga, che si aggiunge al panorama sul credito cooperativo curato da Noemi Imperi e ai servizi su Cassa centrale banca realizzati da Katiuscia Fabris.

E poi c’è “Forum Riscossione” di Rosalia Acconcia: tutto sul comparto delle ex esattorie fiscali. Tra le altre novità c’è la rubrica “FiloDiritto” curata da Barbara Gallocchio, una guida per spiegare a chi lavora in banca l’applicazione pratica delle norme italiane ed europee. Quanto ancora alle questioni normative e giuslavoristiche, l’esperto legale Paolo Berti chiarisce tutti i dubbi nella rubrica “L’Avvocato risponde”. Mentre Paolo Capotosti in “Vox Populi” racconta storie curiose e inedite vicende sindacali. Per la stretta attualità, ci sono tre appuntamenti fondamentali: “FabiTG” e “Ultim’ora” oltre che le puntuali analisi e gli imperdibili commenti di Fabio Pavesi in “Bank Bank”. Tutte le rubriche e gli approfondimenti sono su www.fabitv.it e su tutti i nostri canali social. Buona giornata a tutti!

Roma, 11 maggio 2021

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«TUTTI I SEGRETI DELLE BANCHE EUROPEE: COME CAMBIA IL SISTEMA DEL CREDITO»

l Giornale in edicola oggi pubblica integralmente, dedicando due pagine, un dossier della Fabi che passa ai raggi X i principali mercati bancari del Vecchio continente: oltre all’Italia, ci sono dati e informazioni dettagliate su Austria, Francia, Germania, Paesi Bassi e Spagna. Il progetto del segretario generale Sileoni per organizzare, in prospettiva, la Federazione a livello europeo, comunque aderente a Uni

«TUTTI I SEGRETI DELLE BANCHE EUROPEE: COME CAMBIA IL SISTEMA DEL CREDITO»

FABI – Dossier Banche Europee 2021

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LA FABI CELEBRA LA FESTA DEL LAVORO CITANDO ADRIANO OLIVETTI

LA FABI CELEBRA LA FESTA DEL LAVORO CITANDO ADRIANO OLIVETTI

In occasione della ricorrenza del 1 maggio, la Federazione ricorda una delle tante “massime” dell’’illuminato imprenditore: “Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti un tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi a un nobile scopo”

LA FABI CELEBRA LA FESTA DEL LAVORO CITANDO ADRIANO OLIVETTI

La Fabi celebra la festa del lavoro, in occasione della ricorrenza del 1 maggio, citando l’imprenditore Adriano Olivetti: “Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti un tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi a un nobile scopo”.

Roma, 1 maggio 2021

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VACCINI AI BANCARI SOLO SU BASE VOLONTARIA

VACCINI AI BANCARI SOLO SU BASE VOLONTARIA

Nuovo verbale d’accordo tra la Fabi e gli altri sindacati con l’Abi per il piano di vaccinazioni nelle banche: privacy tutelata per le manifestazioni di interesse dei dipendenti. Le aziende tuteleranno la riservatezza e la non discriminazione delle lavoratrici e dei lavoratori. Confermate le misure per le esigenze genitoriali e per i lavoratori fragili. Assemblee del personale ancora da remoto

VACCINI AI BANCARI SOLO SU BASE VOLONTARIA

Vaccini ai bancari solo su base volontaria. È questa la novità principale contenuta in un nuovo verbale d’accordo firmato oggi dalla Fabi e gli altri sindacati con l’Abi per il piano di vaccinazioni nelle banche. «La realizzazione del percorso di somministrazione dei vaccini da parte delle imprese ai propri dipendenti avverrà nel pieno rispetto della scelta volontaria rimessa esclusivamente alla singola lavoratrice e al singolo lavoratore» si legge nell’accordo.

 

Con l’intesa di oggi si stabilisce anche che verrà assicurata la tutela della privacy per le manifestazioni di interesse dei dipendenti in relazione alle vaccinazioni. Dal canto loro, gli istituti di credito tuteleranno la riservatezza e la non discriminazione delle lavoratrici e dei lavoratori. «La raccolta delle manifestazioni d’interesse dei lavoratori alla somministrazione del vaccino in azienda è essenziale per favorire una pronta e rapida realizzazione della campagna vaccinale nei luoghi di lavoro. I datori di lavoro garantiranno la tutela della riservatezza e non discriminazione delle lavoratrici e dei lavoratori» si legge ancora nell’accordo.

Con l’accordo vengono confermate, inoltre, le misure per le esigenze genitoriali e per i lavoratori fragili. L’Abi e i sindacati hanno condiviso, poi, che le assemblee del personale saranno ancora da remoto.

Roma, 30 aprile 2021

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«PRESSIONI COMMERCIALI, RICATTO DELLE BANCHE AI LAVORATORI»

«PRESSIONI COMMERCIALI, RICATTO DELLE BANCHE AI LAVORATORI»

Sole 24 ore, Startmag e le principali agenzie di stampa nazionali riprendono l’intervento del Segretario generale Fabi durante il dibattito online con il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, su “Covid e fusioni: come cambia il settore bancario”.

«PRESSIONI COMMERCIALI, RICATTO DELLE BANCHE AI LAVORATORI»

Nella conferenza di ieri, organizzata dalla Fabi all’interno del ciclo di incontri “La primavera nelle banche”, Lando Maria Sileoni ha messo in luce le principali problematiche del settore del credito in questo contesto storico: prime fra tutte, l’annosa questione delle pressioni commerciali e l’urgenza di un’Abi forte a livello politico che si ponga fermamente nei confronti della Bce nella difesa delle piccole e medie banche.

 

Banche: Sileoni, serve un’Abi forte o strapotere grandi Per difendere piccole e medie (ANSA) – ROMA, 29 APR – “Nei prossimi mesi il settore bancario italiano cambiera’ profondamente e radicalmente pelle”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, durante il dibattito online con il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, su “Covid e fusioni: come cambia il settore bancario” dove osserva come “”serve un’Abi che continui a difendere le piccole e medie banche che altrimenti verranno schiacciate dai grandi gruppi bancari con la benedizione della stessa Bce”, ” un’Abi particolarmente forte a livello politico, granitica. Serve un’Abi non condizionata dai grandi gruppi bancari e se lo faranno metteranno, dopo la sua scadenza naturale, un loro presidente, cosi’ almeno terminera’ questa ambiguita’. .Sileoni ha quindi elencato alcune delle sfide: “Smart working, digitale, almeno cinque grandi gruppi bancari, competizione sfrenata fra loro, pressioni commerciali sulle lavoratrici e sui lavoratori, le norme Eba (conti correnti in rosso e crediti deteriorati), la posizione della Bce sulle aggregazioni in Italia e in Europa, i tassi negativi sui conti correnti con saldo attivo, il rinnovo del contratto nazionale che scade a dicembre 2022, la trasformazione delle banche in assicurazioni, le fabbriche prodotto (chi ce l’ha e chi se le fara’), l’arrivo di Orcel al posto di Mustier in Unicredit, la sopravvivenza (perche’ di questo realmente si tratta) delle piccole e medie banche che, come spesso ci siamo detti, sopravvivranno soprattutto quelle che operano in territori economici importanti” ha osservato Sileoni aggiungendo che “questi argomenti, compresi le aggregazioni fra le banche, sono regolamentati dalle leggi, dal contratto nazionale di lavoro, dallo statuto dei lavoratori, ma, per non assistere all’anarchia del settore, che e’ gia’ purtroppo iniziata”. (ANSA). DOA 29-APR-21 16:24 NNNN

BANCHE: SILEONI, ‘SERVE ABI FORTE E NON CONDIZIONATA CONTRO ANARCHIA SETTORE’** = ‘che difenda istituti medi e piccoli, altrimenti saranno schiacciati da grandi con benedizione Bce’ Roma, 29 apr. (Adnkronos) – “Per non assistere a un’anarchia del settore, che è già purtroppo iniziata, serve un’Abi forte a livello politico, granitica, non condizionata dai grandi gruppi bancari”. Così Lando Maria SILEONI, segretario generale della Fabi, nel suo intervento all’evento ‘Covid e fusioni: come cambia il settore bancario’ organizzato dal sindacato. “Serve Un’Abi che difenda le banche piccole e medie – ha aggiunto – e che difenda la clientela come fatto fino ad ora brillantemente e che si faccia sentire dalla classe politica, altrimenti saranno schiacciate dalle più grandi, con la benedizione della stessa Bce”, ha aggiunto SILEONI. (Mat/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 29-APR-21 15:19 NNNN

Banche: Sileoni (Fabi), da qui a fine anno grandi novita’ per sistema, serve Abi forte Roma, 29 apr – (Nova) – Da qui alla fine dell’anno grandi novita’ per il sistema bancario. Lo ha voluto ribadire questo pomeriggio Lando Maria Sileoni, segretario generale di Fabi, nel corso di un evento online a cui partecipa anche il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. Fra le grandi questioni dei prossimi mesi, ha ricordato, ci sara’ anche “la nascita di 5 grandi gruppi bancari da oggi al 31 dicembre; la posizione della Bce; i dazi negativi sui conti correnti con saldo attivo; il rinnovo del contratto nazionale dei bancari; il mondo del credito cooperativo in ansia, la trasformazione delle banche in negozi finanziari ed in assicurazioni; la concorrenza delle poste, le esternalizzazioni selvagge, e l’uso improprio dello smart working”. Sileoni, ha poi ricordato che “questi argomenti, comprese le aggregazioni fra le banche, sono regolati dalle leggi e dallo statuto dei lavoratori ma per non assistere all’anarchia del settore serve un Abi particolarmente forte, granitica, non condizionata dai grandi gruppi bancari e che difenda i piccoli gruppi bancari e la clientela”, ha aggiunto. (Rin) NNNN

BANCHE: SILEONI (FABI), ‘DAVANTI AD ANARCHIA ALCUNI ISTITUTI DOVREMO A REAGIRE’ = ‘rapporto con Abi e con maggior parte gruppi costruttivo e positivo’ Roma, 29 apr. (Adnkronos) – “Il nostro rapporto con l’Abi, con lei e con la maggior parte dei gruppi bancari è stato sempre costruttivo e positivo e le riconosciamo anche una positiva sensibilità sociale, ma, giunti a questo punto, dove l’anarchia e il menefreghismo di alcuni gruppi bancari, purtroppo, regna, dovremo reagire. A modo nostro”. Lo ha detto Lando Maria SILEONI, segretario generale della Fabi, rivolgendosi al presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli, nel corso del suo intervento all’evento ‘Covid e fusioni: come cambia il settore bancario’ organizzato dal sindacato. (Mat/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 29-APR-21 15:28 NNNN

Banche: Sileoni, settore cambiera’ profondamente = (AGI) – Roma, 29 apr. – “Nei prossimi mesi il settore bancario italiano cambiera’ profondamente e radicalmente pelle”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, durante il dibattito online con il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, su “Covid e fusioni: come cambia il settore bancario”. “Smart working, digitale, almeno cinque grandi gruppi bancari, competizione sfrenata fra loro, pressioni commerciali sulle lavoratrici e sui lavoratori, le norme Eba (conti correnti in rosso e crediti deteriorati), la posizione della Bce sulle aggregazioni in Italia e in Europa, i tassi negativi sui conti correnti con saldo attivo, il rinnovo del contratto nazionale che scade a dicembre 2022, il mondo del credito cooperativo in ansia e in agitazione con la probabile nascita di un gruppo unico, il contratto nazionale delle Vcc da rinnovare che riguarda 35.000 lavoratori, la trasformazione delle banche in negozi finanziari, la trasformazione delle banche in assicurazioni, le fabbriche prodotto (chi ce l’ha e chi se le fara’), l’arrivo di Orcel al posto di Mustier in Unicredit, la sopravvivenza (perche’ di questo realmente si tratta) delle piccole e medie banche che, come spesso ci siamo detti, sopravvivranno soprattutto quelle che operano in territori economici importanti, la concorrenza delle Poste, le esternalizzazioni selvagge, l’utilizzo improprio dello smart working solo per abbattere i costi, la difesa dei posti di lavoro, la difesa del nostro ammortizzatore sociale che e’ il fondo esuberi, l’occupazione giovanile e cosi’ via”, ha osservato Sileoni. (AGI)Mau (Segue) 291540 APR 21 NNNN

Banche: Sileoni, settore cambiera’ profondamente (2)= (AGI) – Roma, 29 apr. – Secondo il leader della Fabi, “questi argomenti, compresi le aggregazioni fra le banche, sono regolamentati dalle leggi, dal contratto nazionale di lavoro, dallo statuto dei lavoratori, ma, per non assistere all’anarchia del settore, che e’ gia’ purtroppo iniziata. Serve, insomma, un’Abi particolarmente forte a livello politico, granitica. Serve un’Abi non condizionata dai grandi gruppi bancari e se lo faranno metteranno, dopo la sua scadenza naturale, un loro presidente, cosi’ almeno terminera’ questa ambiguita’. Serve un’Abi che continui a difendere le piccole e medie banche che altrimenti verranno schiacciate dai grandi gruppi bancari con la benedizione della stessa Bce”, ha concluso Sileoni. (AGI)Mau 291540 APR 21 NNNN

Banche, Sileoni: In prossimi mesi settore cambierà profondamente Milano, 29 apr. (LaPresse) – “Nei prossimi mesi il settore bancario italiano cambierà profondamente e radicalmente pelle”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, durante il dibattito online con il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, su ‘Covid e fusioni: come cambia il settore bancario’. “Smart working, digitale, almeno cinque grandi gruppi bancari, competizione sfrenata fra loro, pressioni commerciali sulle lavoratrici e sui lavoratori, le norme Eba (conti correnti in rosso e crediti deteriorati), la posizione della Bce sulle aggregazioni in Italia e in Europa, i tassi negativi sui conti correnti con saldo attivo, il rinnovo del contratto nazionale che scade a dicembre 2022, il mondo del credito cooperativo in ansia e in agitazione con la probabile nascita di un gruppo unico, il contratto nazionale delle bcc da rinnovare che riguarda 35.000 lavoratori, la trasformazione delle banche in negozi finanziari, la trasformazione delle banche in assicurazioni, le fabbriche prodotto (chi ce l’ha e chi se le farà), l’arrivo di Orcel al posto di Mustier in Unicredit, la sopravvivenza (perché di questo realmente si tratta) delle piccole e medie banche che, come spesso ci siamo detti, sopravvivranno soprattutto quelle che operano in territori economici importanti, la concorrenza delle Poste, le esternalizzazioni selvagge, l’utilizzo improprio dello smart working solo per abbattere i costi, la difesa dei posti di lavoro, la difesa del nostro ammortizzatore sociale che è il fondo esuberi, l’occupazione giovanile e così via”, ha continuato Sileoni.(Segue) ECO NG01 fct 291541 APR 21

Banche, Sileoni: In prossimi mesi settore cambierà profondamente-2- Milano, 29 apr. (LaPresse) – “Questi argomenti, compresi le aggregazioni fra le banche, sono regolamentati dalle leggi, dal contratto nazionale di lavoro, dallo statuto dei lavoratori, ma, per non assistere all’anarchia del settore, che è già purtroppo iniziata. Serve, insomma, un’Abi particolarmente forte a livello politico, granitica. Serve un’Abi non condizionata dai grandi gruppi bancari e se lo faranno metteranno, dopo la sua scadenza naturale, un loro presidente, così almeno terminerà questa ambiguità. Serve un’Abi che continui a difendere le piccole e medie banche che altrimenti verranno schiacciate dai grandi gruppi bancari con la benedizione della stessa Bce”, ha concluso Sileoni. ECO NG01 fct 291541 APR 21

Banche, Sileoni: Obiettivi commerciali esasperati, danni a clienti Milano, 29 apr. (LaPresse) – “Abbiamo sottoscritto con l’Abi un importante accordo, inserito nel contratto nazionale, per gestire ed eliminare le pressioni commerciali. Cioè quegli obiettivi commerciali piuttosto esasperati che i gruppi bancari pretendono di raggiungere, utilizzando metodi e comportamenti al limite del ricatto verso i lavoratori. Mentre io parlo, migliaia di nostri colleghi soffrono problemi di salute, problemi psicologi e fisici, proprio per la pressione, accompagnata da pessime maniere, che vengono esercitate su di loro”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, durante il dibattito online con il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, su ‘Covid e fusioni: come cambia il settore bancario’. “Quell’accordo in alcuni gruppi bancari – ha aggiunto è riuscito ad ammortizzare il problema, in altri, invece, non è stato mai volutamente applicato perché i responsabili sindacali di qualche grande gruppo bancario se ne sono sempre lavati le mani, non volendo affrontare, là dove nascono, nei territori, quelle pressioni verso i lavoratori che di fatto mettono in serio rischio anche quella clientela che acquista prodotti finanziari”.(Segue) ECO NG01 fct 291548 APR 21

Banche, Sileoni: Obiettivi commerciali esasperati, danni a clienti-2- Milano, 29 apr. (LaPresse) – Per Sileoni “questo tema, se non sarà estirpato, lo porteremo a conoscenza delle massime autorità finanziarie anche a livello europeo, facendo nomi e cognomi, interessando anche il Parlamento italiano oltre che quello europeo perché a rischio non sono solo i lavoratori bancari, ma la stessa clientela e le stesse aziende e i risparmi degli italiani, tutelati dalla Costituzione”. “Per tutti questi argomenti, dal mio punto di vista, serve un’Abi forte politicamente, che faccia rispettare il contratto nazionale e che convinca i grandi gruppi bancari che certe pressioni e certi personaggi non solo arrecano danni ai lavoratori, ma alle stesse aziende. È lecito che ogni gruppo bancario, che ogni banca si ponga degli obiettivi commerciali, ma sono illeciti, invece, comportamenti e ricatti, anche economici come, mentre le sto parlando, stanno accadendo”, ha concluso Sileoni. ECO NG01 fct 291548 APR 21

Speciale infrastrutture: Sileoni (Fabi), da banche altri 200 miliardi per sostenere Pnrr Roma, 29 apr – (Nova) – Ai 220 miliardi di euro del Pnrr, le banche potrebbero aggiungere altri 200 miliardi di finanziamenti collegati ai progetti del governo. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, durante la trasmissione Coffee Break in onda su La7. “Dal punto di vista della quantita’, insomma – ha sottolineato – i fondi non sono pochi. La differenza, rispetto agli sprechi del passato, la fara’ la qualita’ dell’investimento e la rapidita’ e l’esecuzione dei progetti e questo vale in tutti gli ambiti: il Sud, la scuola, la sanita’, la transizione digitale, l’ambiente e le infrastrutture. La mia valutazione del Recovery Plan e’ molto positiva, soprattutto su alcune cose fondamentali: digitale, transizione ecologica e istruzione. E’ un pezzo di un piano di rilancio del nostro Paese: il Pnrr (Piano nazionale di riprese e resilienza) e’ un tassello, nei prossimi cinque, sei anni l’Italia potra’ investire il doppio o il triplo se consideriamo tutti gli investimenti pubblici statali e i fondi europei. Le sfide sono: la regia unica, la trasparenza, la realizzazione, la semplificazione. E poi – ha osservato – sara’ fondamentale difendere le decisioni che spesso vengono bloccate o impugnate, da soggetti pubblici e privati. Poi bisognera’ scatenare le energie della pubblica amministrazione e dei privati. La pubblica amministrazione deve essere uno stimolo fondamentale, ma molto possono fare le imprese e il no-profit: le leggi in questo senso gia’ ci sono. Ma le vere riforme vanno finanziate e spinte. La ripartizione dei soldi del Recovery Fund e’ destinata comunque a creare polemiche, a dividere perche’ alla base di molti partiti, nel loro Dna c’e’ la volonta’ di dividersi e comunque gli scontenti ci saranno sempre”, ha aggiunto Sileoni. (Com) NNNN

LE NOTIZIE DI ECONOMIA DELLE 17-4- Roma, 29 apr. (LaPresse) – BANCHE, SILEONI: IN PROSSIMI MESI SETTORE CAMBIERÀ PROFONDAMENTE – ‘Nei prossimi mesi il settore bancario italiano cambierà profondamente e radicalmente pelle’. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria SILEONI, durante il dibattito online con il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, su ‘Covid e fusioni: come cambia il settore bancario’ INPS AVVISA UTENTI: IN CORSO TENTATIVI DI TRUFFA TRAMITE PHISHING – L’Inps avvisa tutti i suoi utenti che ‘sono in corso tentativi di truffa tramite e-mail di phishing che, sfruttando apparenti comunicazioni da parte dell’Istituto, invitano a scaricare bollettini di versamento precompilati o link cliccabili per ricevere il rimborso di contributi versati in eccesso.(segue) ECO NG01 fct/taw 291702 APR 21

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LO SMART WORKING È L’ANTICAMERA DELL’OUTSOURCING»

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Su Libero l’intervento integrale del segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, all’evento online di ieri su digitale e smart working. In primo piano, il rischio outsourcing, vale a dire le esternalizzazioni: «Lo smart working, se mal utilizzato, può diventare l’anticamera dell’outsourcing con un impatto negativo sull’occupazione»

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