ITALIANI FINANZIARIAMENTE PIÙ PRUDENTI, L’ANALISI FABI AL TG2

ITALIANI FINANZIARIAMENTE PIÙ PRUDENTI, L’ANALISI FABI AL TG2

Il telegiornale del secondo canale Rai riprende lo studio della Federazione e sottolinea come durante la pandemia i risparmi degli italiani siano aumentati, così come aumentata è la richiesta di prestiti per le spese di casa. Frenano i mutui, ma calano anche le sofferenze

 

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EFFETTO COVID SULLE FINANZE DELLE FAMIGLIE ITALIANE

EFFETTO COVID SULLE FINANZE DELLE FAMIGLIE ITALIANE

La fotografia della Fabi sui risparmi e sui debiti dei cittadini del nostro Paese. Crescono di 60 miliardi di euro i risparmi (+5,6%): nei salvadanai ci sono 1.130 miliardi. I prestiti per la casa sono cresciuti “solo” di 13 miliardi (+3,5%). Positivo l’andamento delle rate non pagate: il totale delle sofferenze è calato di oltre 2 miliardi. Il segretario generale della Fabi Lando Maria Sileoni: «Hanno pesato la paura per il futuro e le restrizioni legate all’emergenza sanitaria che hanno ridotto i consumi. Attenzione alle pressioni commerciali indebite sulla vendita di prodotti finanziari: rischiamo un’altra stagione di risparmio tradito»

Analisi Risparmi-Debiti

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SALVATAGGI BANCARI E DIVIDENDI: SILEONI IN DIRETTA SU RAI TRE

SALVATAGGI BANCARI E DIVIDENDI: SILEONI IN DIRETTA SU RAI TRE

Il segretario generale della Fabi intervistato dal Tg3 Piazza Affari: Carige non deve finire a fondi speculativi, per Montepaschi serve un grande gruppo. Con le cedole e il buyback gli amministratori delegati vincono al superenalotto. La politica intervenga sulle pressioni commerciali”

Carige: SILEONI, no a fondi speculativi (ANSA) – ROMA, 29 LUG – “Per Carige non accetteremo fondi speculativi come acquirenti, anzi li contrasteremo: la soluzione va trovata in Italia. Per Montepaschi e’ importante che intervenga un grande gruppo bancario”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria SILEONI, intervistato dal Tg3 Piazza Affari in onda su RaiTre. “Dopo le pessime gestioni degli anni passati, anche con pesanti vicende giudiziarie, Carige, Montepaschi e la stessa Popolare di Bari, con le attuali gestioni si stanno risanando. La nostra preoccupazione e’ che non sia sufficiente perche’ la Banca centrale europea chiedera’, molto probabilmente, altri aumenti di capitale oltre quelli gia’ ottenuti dal Fondo interbancario per Carige e dallo Stato per Mps, nel caso in cui dovessero restare autonome. Chiaramente parliamo anche di fondi pubblici. “La priorita’ assoluta – ha aggiunto – e’ rappresentata dalla tutela dei posti di lavoro, salvaguardando contemporaneamente i territori e la stessa clientela. Esistono strumenti e soluzioni condivise con il sindacato per evitare qualunque di tipo di rottura” ha aggiunto Sileoni. (ANSA). DOA 29-LUG-21 15:34
 
 
 
Carige: SILEONI (Fabi), no fondi speculativi, trovare soluzione in Italia (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Roma, 29 lug – “Dopo le pessime gestioni degli anni passati, anche con pesanti vicende giudiziarie, Carige, Montepaschi e la stessa Popolare di Bari, con le attuali gestioni si stanno risanando. La nostra preoccupazione e’ che non sia sufficiente perche’ la Banca centrale europea chiedera’, molto probabilmente, altri aumenti di capitale oltre quelli gia’ ottenuti dal Fondo interbancario per Carige e dallo Stato per Mps, nel caso in cui dovessero restare autonome. Chiaramente parliamo anche di fondi pubblici. Per Carige non accetteremo fondi speculativi come acquirenti, anzi li contrasteremo: la soluzione va trovata in Italia. Per Montepaschi e’ importante che intervenga un grande gruppo bancario’. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria SILEONI, intervistato dal Tg3 Piazza Affari in onda su RaiTre. Cel (RADIOCOR) 29-07-21 15:41:26 (0540) 5
 
 
 
Banche: SILEONI (Fabi), dividendi e buy back sono il supernalotto degli a.d. (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Roma, 29 lug – “I dividendi servono per remunerare le proprieta’ delle banche che essenzialmente sono i fondi di investimento. Piu’ il dividendo e’ alto, piu’ i fondi guadagnano, piu’ i vertici delle banche si sentono saldi ai loro posti di comando. Il buyback altro non e’ che una forma diversificata di remunerazione degli azionisti per diluire, agli occhi dell’opinione pubblica, un ulteriore e talvolta ingiustificato guadagno per i fondi azionisti. Chiaramente nasce anche con l’obiettivo di tentare di blindare eventuali scalate ostili e di garantire ulteriori premi in azioni ai vertici delle banche. Quando la combinazione tra dividendo e buyback riesce, per gli amministratori delegati e’ come vincere al superenalotto’. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria SILEONI, intervistato dal Tg3 Piazza Affari in onda su RaiTre. Cel (RADIOCOR) 29-07-21 15:48:11 (0545) 5
 
Banche: Sileoni, dividendo piu’ buyback Superenalotto per ad = (AGI) – Roma, 29 lug. – “I dividendi servono per remunerare le proprieta’ delle Banche che essenzialmente sono i fondi di investimento. Piu’ il dividendo e’ alto, piu’ i fondi guadagnano, piu’ i vertici delle Banche si sentono saldi ai loro posti di comando. Il buyback altro non e’ che una forma diversificata di remunerazione degli azionisti per diluire, agli occhi dell’opinione pubblica, un ulteriore e talvolta ingiustificato guadagno per i fondi azionisti. Chiaramente nasce anche con l’obiettivo di tentare di blindare eventuali scalate ostili e di garantire ulteriori premi in azioni ai vertici delle Banche. Quando la combinazione tra dividendo e buyback riesce, per gli amministratori delegati e’ come vincere al Superenalotto”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato dal Tg3 Piazza Affari in onda su RaiTre. (AGI)Mau (Segue) 291507 LUG 21 NNNN
Banche: Sileoni, dividendo piu’ buyback Superenalotto per ad (2)= (AGI) – Roma, 29 lug. – “Questo opaco meccanismo produce spesso una competizione sfrenata commerciale tra le stesse Banche e conseguenti, indebite pressioni commerciali da parte dei vertici di alcune Banche verso i dipendenti, con rischi che possono interessare anche la clientela come gia’ accaduto, ad esempio, nella Popolare di Vicenza e in Veneto Banca. Deve intervenire il sindacato, ma anche la classe politica deve fare la sua parte. C’e’ il rischio concreto che l’abuso nella vendita di prodotti finanziari e assicurativi crei problemi. E non escludo che a settembre, se la situazione non cambiera’, chiedero’ di essere ascoltato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle Banche per porre fine a tutte queste anomalie che toccano negativamente la vita personale e professionale dei lavoratori bancari”, ha aggiunto Sileoni. (AGI)Mau 291507 LUG 21 NNNN
Carige: Sileoni, non accetteremo fondi speculativi = (AGI) – Roma, 29 lug. – “Dopo le pessime gestioni degli anni passati, anche con pesanti vicende giudiziarie, Carige, Montepaschi e la stessa Popolare di Bari, con le attuali gestioni si stanno risanando. La nostra preoccupazione e’ che non sia sufficiente perche’ la Banca centrale europea chiedera’, molto probabilmente, altri aumenti di capitale oltre quelli gia’ ottenuti dal Fondo interbancario per Carige e dallo Stato per Mps, nel caso in cui dovessero restare autonome. Chiaramente parliamo anche di fondi pubblici. Per Carige non accetteremo fondi speculativi come acquirenti, anzi li contrasteremo: la soluzione va trovata in Italia. Per Montepaschi e’ importante che intervenga un grande gruppo bancario”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato dal Tg3 Piazza Affari in onda su RaiTre. “La priorita’ assoluta e’ rappresentata dalla tutela dei posti di lavoro, salvaguardando contemporaneamente i territori e la stessa clientela. Esistono strumenti e soluzioni condivise con il sindacato per evitare qualunque di tipo di rottura”, ha aggiunto Sileoni. (AGI)Mau 291505 LUG 21 NNNN
Carige, Sileoni (Fabi): No a fondi speculativi come acquirenti Milano, 29 lug. (LaPresse) – “Dopo le pessime gestioni degli anni passati, anche con pesanti vicende giudiziarie, Carige, Montepaschi e la stessa Popolare di Bari, con le attuali gestioni si stanno risanando. La nostra preoccupazione è che non sia sufficiente perché la Banca centrale europea chiederà, molto probabilmente, altri aumenti di capitale oltre quelli già ottenuti dal Fondo interbancario per Carige e dallo Stato per Mps, nel caso in cui dovessero restare autonome. Chiaramente parliamo anche di fondi pubblici. Per Carige non accetteremo fondi speculativi come acquirenti, anzi li contrasteremo: la soluzione va trovata in Italia. Per Montepaschi è importante che intervenga un grande gruppo bancario”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato dal Tg3 Piazza Affari in onda su RaiTre. “La priorità assoluta – ha aggiunto – è rappresentata dalla tutela dei posti di lavoro, salvaguardando contemporaneamente i territori e la stessa clientela. Esistono strumenti e soluzioni condivise con il sindacato per evitare qualunque di tipo di rottura”. ECO LIG fct 291508 LUG 21
BANCHE, SILEONI (FABI): PER CARIGE NO A FONDI SPECULATIVI (9Colonne) Roma, 29 lug – “Dopo le pessime gestioni degli anni passati, anche con pesanti vicende giudiziarie, Carige, Montepaschi e la stessa Popolare di Bari, con le attuali gestioni si stanno risanando. La nostra preoccupazione è che non sia sufficiente perché la Banca centrale europea chiederà, molto probabilmente, altri aumenti di capitale oltre quelli già ottenuti dal Fondo interbancario per Carige e dallo Stato per Mps, nel caso in cui dovessero restare autonome. Chiaramente parliamo anche di fondi pubblici. Per Carige non accetteremo fondi speculativi come acquirenti, anzi li contrasteremo: la soluzione va trovata in Italia. Per Montepaschi è importante che intervenga un grande gruppo bancario”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato dal Tg3 Piazza Affari in onda su RaiTre. “La priorità assoluta è rappresentata dalla tutela dei posti di lavoro, salvaguardando contemporaneamente i territori e la stessa clientela. Esistono strumenti e soluzioni condivise con il sindacato per evitare qualunque di tipo di rottura” ha aggiunto Sileoni. (red) 291506 LUG 21
BANCHE, SILEONI (FABI): DIVIDENDO E BUY BACK E’ SUPERENALOTTO PER AD (9Colonne) Roma, 29 lug – “I dividendi servono per remunerare le proprietà delle BANCHE che essenzialmente sono i fondi di investimento. Più il dividendo è alto, più i fondi guadagnano, più i vertici delle BANCHE si sentono saldi ai loro posti di comando. Il buyback altro non è che una forma diversificata di remunerazione degli azionisti per diluire, agli occhi dell’opinione pubblica, un ulteriore e talvolta ingiustificato guadagno per i fondi azionisti. Chiaramente nasce anche con l’obiettivo di tentare di blindare eventuali scalate ostili e di garantire ulteriori premi in azioni ai vertici delle BANCHE. Quando la combinazione tra dividendo e buyback riesce, per gli amministratori delegati è come vincere al super enalotto”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato dal Tg3 Piazza Affari in onda su RaiTre. “Questo opaco meccanismo produce spesso una competizione sfrenata commerciale tra le stesse BANCHE e conseguenti, indebite pressioni commerciali da parte dei vertici di alcune BANCHE verso i dipendenti, con rischi che possono interessare anche la clientela come già accaduto, ad esempio, nella Popolare di Vicenza e in Veneto Banca. Deve intervenire il sindacato, ma anche la classe politica deve fare la sua parte. C’è il rischio concreto che l’abuso nella vendita di prodotti finanziari e assicurativi crei problemi. E non escludo che a settembre, se la situazione non cambierà, chiederò di essere ascoltato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle BANCHE per porre fine a tutte queste anomalie che toccano negativamente la vita personale e professionale dei lavoratori bancari” ha aggiunto Sileoni. (red) 291508 LUG 21
BANCHE, SILEONI (FABI): DIVIDENDO E BUY BACK E’ SUPERENALOTTO PER AD (9Colonne) Roma, 29 lug – “I dividendi servono per remunerare le proprietà delle BANCHE che essenzialmente sono i fondi di investimento. Più il dividendo è alto, più i fondi guadagnano, più i vertici delle BANCHE si sentono saldi ai loro posti di comando. Il buyback altro non è che una forma diversificata di remunerazione degli azionisti per diluire, agli occhi dell’opinione pubblica, un ulteriore e talvolta ingiustificato guadagno per i fondi azionisti. Chiaramente nasce anche con l’obiettivo di tentare di blindare eventuali scalate ostili e di garantire ulteriori premi in azioni ai vertici delle BANCHE. Quando la combinazione tra dividendo e buyback riesce, per gli amministratori delegati è come vincere al super enalotto”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato dal Tg3 Piazza Affari in onda su RaiTre. “Questo opaco meccanismo produce spesso una competizione sfrenata commerciale tra le stesse BANCHE e conseguenti, indebite pressioni commerciali da parte dei vertici di alcune BANCHE verso i dipendenti, con rischi che possono interessare anche la clientela come già accaduto, ad esempio, nella Popolare di Vicenza e in Veneto Banca. Deve intervenire il sindacato, ma anche la classe politica deve fare la sua parte. C’è il rischio concreto che l’abuso nella vendita di prodotti finanziari e assicurativi crei problemi. E non escludo che a settembre, se la situazione non cambierà, chiederò di essere ascoltato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle BANCHE per porre fine a tutte queste anomalie che toccano negativamente la vita personale e professionale dei lavoratori bancari” ha aggiunto Sileoni. (red) 291508 LUG 21
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PRESSIONI COMMERCIALI E FUSIONI AL CENTRO DEL CDC FABI

A Roma la riunione del Comitato direttivo centrale della Federazione. Si è discusso della vendita dei prodotti finanziari con le ricadute sui lavoratori e sulla clientela, delle fusioni tra banche, dello smart working e nuove tecnologie

PRESSIONI COMMERCIALI E FUSIONI AL CENTRO DEL CDC FABI

La situazione e le prospettive del settore bancario italiano. Le possibili fusioni e le prossime mosse di alcuni grandi gruppi creditizi del Paese. Lo smart working e le nuove tecnologie, la gestione della pandemia, la tassazione degli esodati. Sono gli argomenti affrontati oggi durante il Comitato direttivo centrale della Fabi riunito a Roma nel rispetto delle norme a tutela della sicurezza e della salute definite per contrastare il Covid. La riunione è stata aperta da una lunga relazione del segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, a cui hanno fatto seguito numerosi interventi dei membri del Cdc. Tra gli argomenti affrontati anche le pressioni commerciali indebite e le relative ricadute sia sulle lavoratrici e i lavoratori sia sulla clientela. E poi i rapporti tra la politica e la finanza.

Roma, 28 luglio 2021

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GREEN PASS, VACCINAZIONI, MUTUI E BANCHE: SILEONI IN DIRETTA A LA7

 Il segretario generale della Fabi ospite di Andrea Pancani nella trasmissione Coffee Break. Si è parlato del Covid e del vaccino obbligatorio, della situazione del settore bancario e delle misure del governo per favorire l’acquisto della casa da parte dei giovani

GREEN PASS, VACCINAZIONI, MUTUI E BANCHE: SILEONI IN DIRETTA A LA7

 


Covid: Fabi, non faremo storie se legge su obbligo vaccini Personalmente sono contrario a obbligatorieta’ (ANSA) – ROMA, 27 LUG – “Personalmente sono contrario alla vaccinazione obbligatoria per i lavoratori bancari. Non credo che sia giusto ledere le liberta’ individuali, soprattutto perche’ l’argomento e’ delicato e personale. Ma se arrivera’ una legge ci adegueremo senza fare storie. Abbiamo svolto un servizio pubblico essenziale e abbiamo garantito, per le due fasi del Covid, l’apertura di tutte le agenzie bancarie in Italia”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, durante la trasmissione Coffee Break in onda su La7, secondo quanto riferisce un comunicato dell’emittente. (ANSA). COM-OM 27-LUG-21 12:07 NNNN

 

UniCredit: Sileoni (FABI), rilancio passa da MA, riorganizzazione non basta (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Milano, 27 lug – ‘L’obiettivo di dividendi importanti da garantire agli azionisti e ai fondi di investimento rappresenta lo strumento per gli amministratori delegati di rimanere ai vertici delle banche. Sara’ quindi inevitabile che nei prossimi giorni e mesi si assista all’inizio di aggregazioni, anche perche’ con la semplice riorganizzazione interna, Unicredit, per esempio, potrebbe non essere in grado di distribuire dividendi di un certo peso ai veri proprietari delle banche’. Cosi’ il segretario generale della FABI, Lando Maria Sileoni, durante la trasmissione Coffee Break in onda su La7. Negli ultimi mesi, prosegue, e’ ‘esplosa una fortissima competizione fra i gruppi bancari, fatta di propaganda e di comunicati stampa che non ha precedenti. La causa e’ dovuta al fatto che Unicredit ha cambiato il suo amministratore delegato ed e’ arrivato a gestire il gruppo bancario Andrea Orcel, un italiano con importanti esperienze finanziarie internazionali. Il rilancio di Unicredit, secondo gruppo bancario italiano dopo Intesa, passera’ – ribadisce – attraverso due aspetti fondamentali: una importante riorganizzazione interna e nuove aggregazioni che la rilanceranno in modo definitivo’. Appena Andrea Orcel ha preso in mano Unicredit, il titolo e’ ‘schizzato verso l’alto perche’ il mercato sperava in nuove aggregazioni. La successiva fase prudente della gestione Orcel, che e’ in Italia da 100 giorni, priva di annunci roboanti, ha fatto scendere il titolo che e’ puntualmente, pero’, risalito quando negli ultimi 20 giorni si e’ tornato nuovamente a parlare di aggregazioni per Unicredit’. Enr- (RADIOCOR) 27-07-21 12:53:06 (0348) 5​​

Covid: Sileoni (Fabi), se arrivera’ legge non faremo storie su obbligo vaccino (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Roma, 27 lug – ‘Io personalmente sono contrario alla vaccinazione obbligatoria per i lavoratori bancari. Non credo che sia giusto ledere le liberta’ individuali, soprattutto perche’ l’argomento e’ delicato e personale. Ma se arrivera’ una legge ci adegueremo senza fare storie. Abbiamo svolto un servizio pubblico essenziale e abbiamo garantito, per le due fasi del Covid, l’apertura di tutte le agenzie bancarie in Italia’. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, durante la trasmissione Coffee Break su La7. ‘Con l’Abi, l’associazione sindacale delle banche, abbiamo sottoscritto numerosi accordi proprio per tutelare la salute dei lavoratori e della clientela, ma anche, per un’informazione corretta e trasparente rispetto alla necessita’ che la vaccinazione garantisse, su base volontaria, tutte quelle categorie piu’ esposte, durante il Covid, come la nostra obbligate per legge a lavorare. Quindi: nessun obbligo, ma molta informazione e molte precauzioni’ ha aggiunto Sileoni. Secondo cui ‘per il green pass il discorso e’ completamente diverso. Nessuna nazione e’ riuscita a risolvere il problema definitivamente. Ne’ la scienza ne’ la medicina hanno la soluzione in tasca, cosi’ come nessun governo. Ma, comunque, devono essere fatte scelte per cercare di garantire il piu’ possibile la salute delle persone, le attivita’ economiche e i diritti individuali. Il green pass e’ un deterrente importante, proprio perche’ potrebbe garantire un equilibrio sociale a condizione che sia realmente applicabile e controllabile. Chiaramente c’e’ il rischio, se non gestito bene, che possa rappresentare un ulteriore costo soprattutto per le attivita’ economiche e commerciali piu’ piccole. E comunque andrebbe evitata la strumentalizzazione che se ne sta facendo’. com-Bag (RADIOCOR) 27-07-21 11:23:33 (0274)SAN,PA 5 NNNN

Covid, Sileoni (Fabi): Non faremo storie su legge per obbligo vaccino Milano, 27 lug. (LaPresse) – “Io personalmente sono contrario alla vaccinazione obbligatoria per i lavoratori bancari. Non credo che sia giusto ledere le libertà individuali, soprattutto perché l’argomento è delicato e personale. Ma se arriverà una legge ci adegueremo senza fare storie. Abbiamo svolto un servizio pubblico essenziale e abbiamo garantito, per le due fasi del Covid, l’apertura di tutte le agenzie bancarie in Italia”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, durante la trasmissione Coffee Break in onda su La7. “Con l’Abi, l’associazione sindacale delle banche, abbiamo sottoscritto numerosi accordi proprio per tutelare la salute dei lavoratori e della clientela, ma anche, per un’informazione corretta e trasparente rispetto alla necessità che la vaccinazione garantisse, su base volontaria, tutte quelle categorie più esposte, durante il Covid, come la nostra obbligate per legge a lavorare. Quindi: nessun obbligo, ma molta informazione e molte precauzioni”, ha aggiunto Sileoni. (Segue) ECO NG01 fct 271121 LUG 21

Covid, Sileoni (Fabi): Non faremo storie su legge per obbligo vaccino-2- Milano, 27 lug. (LaPresse) – Secondo il segretario generale della Fabi, “per il green pass il discorso è completamente diverso. Nessuna nazione è riuscita a risolvere il problema definitivamente. Né la scienza né la medicina hanno la soluzione in tasca, così come nessun governo in ogni stato. Ma, comunque, devono essere fatte delle scelte per cercare di garantire il più possibile la salute delle persone, le attività economiche e i diritti individuali. Il green pass è un deterrente importante, proprio perché potrebbe garantire un equilibrio sociale a condizione che sia realmente applicabile e controllabile. Chiaramente c’è il rischio, se non gestito bene, che possa rappresentare un ulteriore costo soprattutto per le attività economiche e commerciali più piccole. E comunque andrebbe evitata la strumentalizzazione elettorale e politica che se ne sta facendo”. ECO NG01 fct 271121 LUG 21

Unicredit, Sileoni (Fabi): Farà aggregazioni per rilancio definitivo Milano, 27 lug. (LaPresse) – “Negli ultimi mesi, è esplosa una fortissima competizione fra i gruppi bancari, fatta di propaganda e di comunicati stampa che non ha precedenti. La causa è dovuta al fatto che Unicredit ha cambiato il suo amministratore delegato ed è arrivato a gestire il gruppo bancario Andrea Orcel, un italiano con importanti esperienze finanziarie internazionali. Il rilancio di Unicredit, secondo gruppo bancario italiano dopo Intesa, passerà attraverso due aspetti fondamentali: una importante riorganizzazione interna e nuove aggregazioni che la rilanceranno in modo definitivo. Si intrecciano, in uno scenario come questo, le ambizioni personali degli amministratori delegati, il ruolo politico e di condizionamento che alcuni gruppi bancari hanno sempre svolto verso i governi, la leadership del settore bancario non solo in Italia, ma anche in Europa. Perché, dopo le aggregazioni che riguarderanno i principali gruppi bancari diventerà l’Europa il terreno di confronto”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, durante la trasmissione Coffee Break in onda su La7. “Appena Andrea Orcel ha preso in mano Unicredit – ha proseguito -, il titolo è schizzato verso l’alto perché il mercato sperava in nuove aggregazioni. La successiva fase prudente della gestione Orcel, che è in Italia da 100 giorni, priva di annunci roboanti, ha fatto scendere il titolo che è puntualmente, però, risalito quando negli ultimi 20 giorni si è tornato nuovamente a parlare di aggregazioni per Unicredit. L’obiettivo di dividendi importanti da garantire agli azionisti e ai fondi di investimento rappresenta lo strumento per gli amministratori delegati di rimanere ai vertici delle banche. Sarà quindi inevitabile che nei prossimi giorni e mesi si assista all’inizio di aggregazioni, anche perché con la semplice riorganizzazione interna, Unicredit, per esempio, potrebbe non essere in grado di distribuire dividendi di un certo peso ai veri proprietari delle banche”. ECO NG01 fct 271123 LUG 21

Banche, Sileoni (Fabi): Draghi non si farà condizionare da istituti Milano, 27 lug. (LaPresse) – “Draghi non si farà condizionare da nessun gruppo bancario: è il suo naturale terreno di gioco e conosce pregi e difetti di tutti i giocatori in campo. La politica spesso è, a parole, contraria alla finanza. Ma l’autonomia della politica rispetto alla finanza dovrebbe essere esercitata ogni giorno e alcuni partiti, dovrebbero evitare, direttamente o indirettamente, di chiedere finanziamenti alle banche. D’altronde, i più importanti banchieri italiani sognano quasi tutti di diventare un giorno primo ministro. Cercheranno quindi comunque di avere un ruolo, non solo per intercettare i fondi del Pnrr, ma anche per cercare di condizionare, dall’esterno, le scelte dei governi”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, durante la trasmissione Coffee Break in onda su La7. ECO NG01 fct 271124 LUG 21​

BANCHE. SILEONI(FABI): CONTRARIO A VACCINO OBBLIGATORIO MA CI ADEGUEREMO (DIRE) Roma, 27 lug. – “Io personalmente sono contrario alla vaccinazione obbligatoria per i lavoratori bancari. Non credo che sia giusto ledere le libertà individuali, soprattutto perché l’argomento è delicato e personale. Ma se arriverà una legge ci adegueremo senza fare storie. Abbiamo svolto un servizio pubblico essenziale e abbiamo garantito, per le due fasi del Covid, l’apertura di tutte le agenzie bancarie in Italia”. Lo ha detto il segretario generale della FABI, Lando Maria Sileoni, durante la trasmissione Coffee Break in onda su La7. (Lum/ Dire) 11:20 27-07-21 NNNN

Credito: Sileoni (Fabi), Unicredit fara’ aggregazioni per rilancio definitivo Roma, 27 lug – (Nova) – Negli ultimi mesi, “e’ esplosa una fortissima competizione fra i gruppi bancari, fatta di propaganda e di comunicati stampa che non ha precedenti. La causa e’ dovuta al fatto che Unicredit ha cambiato il suo amministratore delegato ed e’ arrivato a gestire il gruppo bancario Andrea Orcel, un italiano con importanti esperienze finanziarie internazionali”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, durante la trasmissione Coffee Break in onda su La7. “Il rilancio di Unicredit, secondo gruppo bancario italiano dopo Intesa, passera’ attraverso due aspetti fondamentali: una importante riorganizzazione interna e nuove aggregazioni che la rilanceranno in modo definitivo. Si intrecciano, in uno scenario come questo, le ambizioni personali degli amministratori delegati, il ruolo politico e di condizionamento che alcuni gruppi bancari hanno sempre svolto verso i governi, la leadership del settore bancario non solo in Italia, ma anche in Europa. Perche’, dopo le aggregazioni che riguarderanno i principali gruppi bancari diventera’ l’Europa il terreno di confronto”, ha sottolineato Sileoni, ricordando che “appena Andrea Orcel ha preso in mano Unicredit, il titolo e’ schizzato verso l’alto perche’ il mercato sperava in nuove aggregazioni. La successiva fase prudente della gestione Orcel, che e’ in Italia da 100 giorni, priva di annunci roboanti, ha fatto scendere il titolo che e’ puntualmente, pero’, risalito quando negli ultimi 20 giorni si e’ tornato nuovamente a parlare di aggregazioni per Unicredit. L’obiettivo di dividendi importanti da garantire agli azionisti e ai fondi di investimento rappresenta lo strumento per gli amministratori delegati di rimanere ai vertici delle banche. Sara’ quindi inevitabile che nei prossimi giorni e mesi si assista all’inizio di aggregazioni, anche perche’ con la semplice riorganizzazione interna, Unicredit, per esempio, potrebbe non essere in grado di distribuire dividendi di un certo peso ai veri proprietari delle banche”, ha osservato il segretario generale della Fabi. (Com) NNNN

GOVERNO, SILEONI (FABI): DRAGHI NON SI FARÀ CONDIZIONARE DA BANCHE (9Colonne) Roma, 27 lug – “Draghi non si farà condizionare da nessun gruppo bancario: è il suo naturale terreno di gioco e conosce pregi e difetti di tutti i giocatori in campo. La politica spesso è, a parole, contraria alla finanza. Ma l’autonomia della politica rispetto alla finanza dovrebbe essere esercitata ogni giorno e alcuni partiti, dovrebbero evitare, direttamente o indirettamente, di chiedere finanziamenti alle banche. D’altronde, i più importanti banchieri italiani sognano quasi tutti di diventare un giorno primo ministro. Cercheranno quindi comunque di avere un ruolo, non solo per intercettare i fondi del Pnrr, ma anche per cercare di condizionare, dall’esterno, le scelte dei governi”. Lo ha detto il segretario generale della FABI, Lando Maria Sileoni, durante la trasmissione Coffee Break in onda su La7. 271124 LUG 21 

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OTTIME NOTIZIE PER LE BANCARIE E I BANCARI IN ESODO O PENSIONATI

OTTIME NOTIZIE PER LE BANCARIE E I BANCARI IN ESODO O PENSIONATI

 

 

 

 

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“NELLE BANCHE ITALIANE NESSUN LICENZIAMENTO MA MANAGER INADEGUATI”

“NELLE BANCHE ITALIANE NESSUN LICENZIAMENTO MA MANAGER INADEGUATI”

Intervista al Giornale del segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni: “Grazie al Fondo esuberi gestiremo senza traumi il periodo più delicato della storia del credito”. Sulle integrazioni: “Eccezion fatta per Bper, per i nostri lavoratori i risultati sono pessimi”. Il Monte dei Paschi? “Siamo fiduciosi che con Draghi e Rivera al Mef si troverà la soluzione ideale”

 

Banche: Sileoni, dimensione decisiva solo per ruoli comando Su Mps partiti restino fuori, Draghi trovera’ soluzione (ANSA) – ROMA, 18 LUG – “Le recenti aggregazioni nascono per volonta’ della Bce che pretende determinati requisiti di trasparenza, correttezza, efficienza e non tollera problematiche giudiziarie. Le integrazioni, nel primo anno, sono fisiologicamente complesse sia nell’organizzazione interna sia nei rapporti con la clientela. La qualita’ professionale del gruppo dirigente, in queste condizioni, fa sempre la differenza. I vertici delle banche si illudono se pensano di poter continuare a fare da soli, cioe’ senza supporti qualificati. Da domani, non sara’ piu’ la dimensione del gruppo bancario a essere decisiva, quella servira’ soltanto per garantire importanti dividendi agli azionisti e quindi per blindare i ruoli di comando”. Cosi’ in una intervista al Giornale il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. Parlando del tema del lavoro, Sileoni osserva come nel settore il Fondo esuberi, “una conquista sindacale”, abbia “evitato licenziamenti” e aggiunge: “Con la concertazione con Abi e con le banche riusciremo a gestire, senza licenziamenti, anche questo periodo, il piu’ delicato e difficile nella storia del settore bancario italiano”. Sulla vicenda Mps, infine, secondo Sileoni “i partiti dovrebbero restarne fuori. Sono fiducioso che il Mef e il suo ottimo direttore generale Alessandro Rivera, insieme col presidente del consiglio Mario Draghi, possano trovare le idonee soluzioni per tutelare lavoratori e clienti. Ma, come dice un proverbio, e’ arduo pensare di poter andare in paradiso a dispetto dei santi”. “Per Carige – avverte -, non accetteremo fondi speculativi che intendono massacrare territori e personale della banca, per esclusivi obiettivi di guadagno di breve periodo”. (ANSA).

BANCHE: FABI, DIMENSIONE DECISIVA SOLO PER BLINDARE RUOLI COMANDO = Roma, 18 lug. (Adnkronos) – “Da domani, non sarà più la dimensione del gruppo bancario a essere decisiva, quella servirà soltanto per  garantire importanti dividendi agli azionisti e quindi per blindare i  ruoli di comando”. Lo ha detto in una intervista al Giornale il  segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. “Le recenti aggregazioni nascono per volontà della Bce che pretende  determinati requisiti di trasparenza, correttezza, efficienza e non  tollera problematiche giudiziarie. – ha aggiunto Sileoni – Le integrazioni, nel primo anno, sono fisiologicamente complesse sia nell’organizzazione interna sia nei rapporti con la clientela. La qualità professionale del gruppo dirigente, in queste condizioni, fa sempre la differenza. I vertici delle banche si illudono se pensano di poter continuare a fare da soli, cioè senza supporti qualificati. “Serviranno risposte in termini di qualità, di disponibilità, di consulenza e di tempi nei servizi alla clientela. – ha sostenuto  Sileoni – Se, dopo un anno, rimarranno i problemi di oggi, vorrà dire  che esistono carenze strutturali, come io temo, dovute a inadeguatezza di una parte della classe dirigente. Rispetto all’integrazione delle  lavoratrici e dei lavoratori, il risultato fino a oggi è stato  estremamente negativo, anzi pessimo, con l’eccezione positiva di Ubi  in Bper. Per il resto, troppe chiacchiere, molto cinismo, poca  sensibilità e disponibilità”.

Mps, Sileoni (Fabi): Partiti stiano fuori, Draghi troverà soluzione Torino, 18 lug. (LaPresse) – “Per la vicenda Mps, i partiti dovrebbero restarne fuori. Sono fiducioso che il Mef e il suo ottimo direttore generale Alessandro Rivera, insieme col presidente del consiglio Mario Draghi, possano trovare le idonee soluzioni per tutelare lavoratori e clienti. Ma, come dice un proverbio, è arduo pensare di poter andare in paradiso a dispetto dei santi”. Lo ha detto in una intervista al Giornale il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. “Per Carige, non accetteremo fondi speculativi che intendono massacrare territori e personale della banca, per esclusivi obiettivi di guadagno di breve periodo. Maccarone, Guido e Banca d’Italia hanno, fino a oggi, gestito bene la situazione. Ma l’avviso ai naviganti resta” ha aggiunto Sileoni. ECO NG01 ctr 181136 LUG 2

Banche, Sileoni (Fabi): Dimensione decisiva solo per blindare ruoli comando Torino, 18 lug. (LaPresse) – “Le recenti aggregazioni nascono per volontà della Bce che pretende determinati requisiti di trasparenza, correttezza, efficienza e non tollera problematiche giudiziarie. Le integrazioni, nel primo anno, sono fisiologicamente complesse sia nell’organizzazione interna sia nei rapporti con la clientela. La qualità professionale del gruppo dirigente, in queste condizioni, fa sempre la differenza. I vertici delle banche si illudono se pensano di poter continuare a fare da soli, cioè senza supporti qualificati. Da domani, non sarà più la dimensione del gruppo bancario a essere decisiva, quella servirà soltanto per garantire importanti dividendi agli azionisti e quindi per blindare i ruoli di comando”. Lo ha detto in una intervista al Giornale il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. “Serviranno risposte in termini di qualità, di disponibilità, di consulenza e di tempi nei servizi alla clientela. Se, dopo un anno, rimarranno i problemi di oggi, vorrà dire che esistono carenze strutturali, come io temo, dovute a inadeguatezza di una parte della classe dirigente. Rispetto all’integrazione delle lavoratrici e dei lavoratori, il risultato fino a oggi è stato estremamente negativo, anzi pessimo, con l’eccezione positiva di Ubi in Bper. Per il resto, troppe chiacchiere, molto cinismo, poca sensibilità e disponibilità” ha aggiunto Sileoni. ECO NG01 ctr 181135 LUG 21

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PATUELLI UNO DEI MIGLIORI PRESIDENTI

PATUELLI UNO DEI MIGLIORI PRESIDENTI

Il commento del segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, dopo l’assemblea annuale dell’Associazione bancaria italiana: «Persona e professionista serio, riservato, attento al sociale e alle condizioni delle lavoratrici e ai lavoratori bancari. Gli va dato atto di aver saputo coniugare, con equilibrio, l’interesse delle banche con quello dei lavoratori in un ambiente certamente non facile né privo di insidie, in un periodo, a partire da gennaio 2013, estremamente complicato, talvolta drammatico per il settore»

 

Abi: Sileoni, bene Patuelli e impegno su lavoratori (ANSA) – ROMA, 06 LUG – Plauso del segretario generale Fabi Lando Sileoni al presidente dell’Abi Antonio Patuelli oggi all’assemblea dell’associazione e qualche riserva sulle parole del governatore della banca d’Italia Ignazio Visco. “Patuelli – afferma Sileoni -e’ uno dei migliori presidenti nella storia dell’Abi: persona e professionista serio, riservato, attento al sociale e alle condizioni delle lavoratrici e ai lavoratori bancari. Gli va dato atto di aver saputo coniugare, con equilibrio, l’interesse delle banche con quello dei lavoratori, in un ambiente certamente non facile. Il costante, quotidiano e impegnativo lavoro svolto dal sindacato con Abi, con tutti i gruppi bancari e con le singole aziende, anche in una fase drammatica, come quella del Covid, e’ stato pubblicamente riconosciuto dalla nostra controparte, l’Abi del presidente Patuelli, che ha evidenziato come i licenziamenti di personale, sotto la sua gestione, di otto anni e mezzo, non siano mai stati utilizzati come metodo per la riduzione del personale”.u’ Sileoni ha poi sottolineato che “la gestione della transizione, come l’ha puntualmente definita il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, non potra’, perche’ non lo permetteremo, essere improntata sulla riduzione dei costi del personale che significherebbe una ulteriore perdita di posti di lavoro o, in alternativa, un’obbligatoria aggregazione fra piccole banche. Con Visco, invece, concordiamo sul fatto che le nuove tecnologie potranno diventare, se preparate in tempo, un’opportunita’ di sviluppo e di nuovi posti di lavoro”. (ANSA). DOA 06-LUG-21 12:09

BANCHE: SILEONI (FABI), ‘PATUELLI SERIO E ATTENTO A LAVORATORI, E’ TRA MIGLIORI PRESIDENTI STORIA ABI’ = Roma, 6 lug. (Adnkronos) – “Il presidente Patuelli è uno dei migliori presidenti nella storia dell’Abi: persona e professionista serio, riservato, attento al sociale e alle condizioni delle lavoratrici e ai lavoratori bancari. Gli va dato atto di aver saputo coniugare, con equilibrio, l’interesse delle banche con quello dei lavoratori, in un ambiente certamente non facile né privo di insidie e in un periodo, a partire da gennaio 2013, estremamente complicato, talvolta drammatico per il settore”. Lo scrive, in una nota, il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, nel commentare l’intervento del presidente dell’associazione all’assemblea annuale. “Il costante, quotidiano e impegnativo lavoro svolto dal sindacato con Abi, con tutti i gruppi bancari e con le singole aziende, anche in una fase drammatica, come quella del Covid, è stato pubblicamente riconosciuto dalla nostra controparte, l’Abi del presidente Patuelli, che ha evidenziato come i licenziamenti di personale, sotto la sua gestione, di otto anni e mezzo, non siano mai stati utilizzati come metodo per la riduzione del personale. Con Abi è stato creato un accordo sindacale, il Fondo esuberi e il Fondo per l’occupazione giovanile, due decisivi strumenti per gestire i piani industriali e i cambiamenti in atto, garantendo prepensionamenti volontari e assunzioni di circa 30.000 giovani”. (segue) (Mat/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 06-LUG-21 12:12
BANCHE: SILEONI (FABI), ‘PATUELLI SERIO E ATTENTO A LAVORATORI, E’ TRA MIGLIORI PRESIDENTI STORIA ABI’ (2) = (Adnkronos) – Con Patuelli, ricorda ancora Sileoni, “abbiamo sottoscritto due importanti contratti nazionali, nel 2015 e nel 2019, che hanno iniziato a regolamentare anche i problematici rapporti fra i dipendenti bancari e le stesse banche rispetto alla vendita di prodotti finanziari alla clientela. Con Patuelli è stato garantito anche un importante equilibrio di settore fra gli stessi gruppi bancari, spesso lacerati da assurde e incomprensibili guerre sotterranee di religione e di mercato, non di rado a danno delle lavoratrici e dei lavoratori”. “Con l’Abi – prosegue il leader sindacale – abbiamo inoltre raggiunto importanti e lungimiranti accordi, per tempi eccezionali, come quelli del Covid, a tutela della salute della categoria e della clientela, nonostante la nostra svolga un servizio pubblico essenziale, come stabilito per legge. Mentre in Europa, negli ultimi sette anni, sono stati attuati, nelle banche, oltre 340.000 licenziamenti, il sindacato e l’Abi del presidente Patuelli, l’hanno accuratamente evitato. Va inoltre rimarcato che, mentre il presidente Patuelli richiama e sostiene la centralità del contratto collettivo nazionale di lavoro, in alcuni gruppi bancari si tenta di sostituirlo con modelli e presupposti inaccettabili che vanno soltanto nella direzione, a scapito delle lavoratrici e dei lavoratori bancari, di raggiungere vantaggi economici a danno anche di altri gruppi bancari”, aggiunge Sileoni. (Mat/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 06-LUG-21 12:12
BANCHE: SILEONI (FABI), ‘NO A TRANSIZIONE IMPRONTATA SU RIDUZIONE POSTI LAVORO O FUSIONI’ = Roma, 6 lug. (Adnkronos) – “La gestione della transizione, come l’ha puntualmente definita il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, non potrà, perché non lo permetteremo, essere improntata sulla riduzione dei costi del personale che significherebbe una ulteriore perdita di posti di lavoro o, in alternativa, un’obbligatoria aggregazione fra piccole banche”. Lo scrive in una nota Lando Maria Sileoni, segretario generale della FABI, nel commentare l’intervento di Visco all’assemblea annuale dell’Abi. “Con Visco, invece, concordiamo sul fatto che le nuove tecnologie potranno diventare, se preparate in tempo, un’opportunità di sviluppo e di nuovi posti di lavoro. Nei prossimi mesi – dice ancora – come sottolineato dal governatore Visco, quando ha parlato di ulteriori aggregazioni, assisteremo a una vera e propria rivoluzione del settore, che cambierà equilibri e dinamiche di potere e, in quella nuova geografia del settore, il contratto nazionale rimarrà l’unico strumento per evitare forzature e scorciatoie di ogni genere a danno della categoria e talvolta della stessa clientela”, conclude Sileoni. (Mat/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 06-LUG-21 12:14 NNNN
Abi, Sileoni (Fabi): Patuelli uno dei migliori presidenti Milano, 6 lug. (LaPresse) – Il presidente Patuelli è uno dei migliori presidenti nella storia dell’Abi: persona e professionista serio, riservato, attento al sociale e alle condizioni delle lavoratrici e ai lavoratori bancari. Gli va dato atto di aver saputo coniugare, con equilibrio, l’interesse delle banche con quello dei lavoratori, in un ambiente certamente non facile né privo di insidie e in un periodo, a partire da gennaio 2013, estremamente complicato, talvolta drammatico per il settore. Il costante, quotidiano e impegnativo lavoro svolto dal sindacato con Abi, con tutti i gruppi bancari e con le singole aziende, anche in una fase drammatica, come quella del Covid, è stato pubblicamente riconosciuto dalla nostra controparte, l’Abi del presidente Patuelli, che ha evidenziato come i licenziamenti di personale, sotto la sua gestione, di otto anni e mezzo, non siano mai stati utilizzati come metodo per la riduzione del personale. Con Abi è stato creato un accordo sindacale, il Fondo esuberi e il Fondo per l’occupazione giovanile, due decisivi strumenti per gestire i piani industriali e i cambiamenti in atto, garantendo prepensionamenti volontari e assunzioni di circa 30.000 giovani. Con Patuelli abbiamo sottoscritto due importanti contratti nazionali, nel 2015 e nel 2019, che hanno iniziato a regolamentare anche i problematici rapporti fra i dipendenti bancari e le stesse banche rispetto alla vendita di prodotti finanziari alla clientela. Con Patuelli è stato garantito anche un importante equilibrio di settore fra gli stessi gruppi bancari, spesso lacerati da assurde e incomprensibili guerre sotterranee di religione e di mercato, non di rado a danno delle lavoratrici e dei lavoratori. Con l’Abi abbiamo inoltre raggiunto importanti e lungimiranti accordi, per tempi eccezionali, come quelli del Covid, a tutela della salute della categoria e della clientela, nonostante la nostra svolga un servizio pubblico essenziale, come stabilito per legge. Mentre in Europa, negli ultimi sette anni, sono stati attuati, nelle banche, oltre 340.000 licenziamenti, il sindacato e l’Abi del presidente Patuelli, l’hanno accuratamente evitato. Va inoltre rimarcato che, mentre il presidente Patuelli richiama e sostiene la centralità del contratto collettivo nazionale di lavoro, in alcuni gruppi bancari si tenta di sostituirlo con modelli e presupposti inaccettabili che vanno soltanto nella direzione, a scapito delle lavoratrici e dei lavoratori bancari, di raggiungere vantaggi economici a danno anche di altri gruppi bancari». Lo dichiara il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, commentando la relazione del presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, in occasione dell’assemblea annuale dell’Associazione bancaria italiana. «La gestione della transizione, come l’ha puntualmente definita il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, non potrà, perché non lo permetteremo, essere improntata sulla riduzione dei costi del personale che significherebbe una ulteriore perdita di posti di lavoro o, in alternativa, un’obbligatoria aggregazione fra piccole banche. Con Visco, invece, concordiamo sul fatto che le nuove tecnologie potranno diventare, se preparate in tempo, un’opportunità di sviluppo e di nuovi posti di lavoro.(Segue) ECO NG01 lcr 061229 LUG 21
Abi, Sileoni (Fabi): Patuelli uno dei migliori presidenti-2- Milano, 6 lug. (LaPresse) – “Nei prossimi mesi- conclude – come sottolineato dal governatore Visco, quando ha parlato di ulteriori aggregazioni, assisteremo a una vera e propria rivoluzione del settore, che cambierà equilibri e dinamiche di potere e, in quella nuova geografia del settore, il contratto nazionale rimarrà l’unico strumento per evitare forzature e scorciatoie di ogni genere a danno della categoria e talvolta della stessa clientela» aggiunge Sileoni riferendosi al discorso del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. ECO NG01 lcr 061229 LUG 21
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«PER ALCUNI RUOLI IN BANCA L’OPZIONE DELLO SMART WORKING È ESCLUSA»

Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, da Repubblica Affari&Finanza sul tema del lavoro da remoto: per i gruppi bancari c’è l’opportunità di ridurre i costi.

«PER ALCUNI RUOLI IN BANCA L’OPZIONE DELLO SMART WORKING È ESCLUSA»

«Oltre all’emergenza pandemia, per le aziende c’è l’opportunità di ridurre i costi e rivoluzionare un modello organizzativo tanto che, negli ultimi cinque mesi, i grandi gruppi bancari si son determinati a investire sulle tecnologie puntando ad accordi sui prepensionamenti che prevedano, a fronte di due uscite, l’ingresso di un’entrata legata al digitale». Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato sul tema dello smart working da Repubblica Affari&Finanza. «Sui cambiamenti strutturali si inseriscono, in molti casi, cambi di proprietà o nuove aggregazioni e, pur non avendo le idee chiare, si tenta di sfruttare le rivoluzioni legate al digitale dimenticando che lo smart working deve essere volontario e per un massimo di dieci giorni al mese. Non ci scordiamo come ci sono figure che non possono fare a meno del contatto diretto con il cliente e per cui l’opzione remoto è esclusa» ha aggiunto il segretario generale della Fabi.

Roma, 5 luglio 2021

Banche: Sileoni, per alcuni ruoli smart working impossibile (ANSA) – MILANO, 05 LUG – “Sui cambiamenti strutturali si inseriscono, in molti casi, cambi di proprieta’ o nuove aggregazioni e, pur non avendo le idee chiare, si tenta di sfruttare le rivoluzioni legate al digitale dimenticando che lo smart working deve essere volontario e per un massimo di dieci giorni al mese. Non ci scordiamo come ci sono figure che non possono fare a meno del contatto diretto con il cliente e per cui l’opzione remoto e’ esclusa”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato sul tema dello smart working da Repubblica Affari&Finanza. “Oltre all’emergenza pandemia, per le aziende c’e’ l’opportunita’ di ridurre i costi e rivoluzionare un modello organizzativo tanto che, negli ultimi cinque mesi, i grandi gruppi bancari si son determinati a investire sulle tecnologie puntando ad accordi sui prepensionamenti che prevedano, a fronte di due uscite, l’ingresso di un’entrata legata al digitale”, ha aggiunto il segretario generale della Fabi. (ANSA). PEG 05-LUG-21 10:43 NNNN​​
BANCHE: SILEONI (FABI), ‘DA SMART WORKING NUOVA ORGANIZZAZIONE MA IMPOSSIBILE PER ALCUNI RUOLI’ = Roma, 5 lug. (Adnkronos) – “Oltre all’emergenza pandemia, per le aziende c’è l’opportunità di ridurre i costi e rivoluzionare un modello organizzativo tanto che, negli ultimi cinque mesi, i grandi gruppi bancari si son determinati a investire sulle tecnologie puntando ad accordi sui prepensionamenti che prevedano, a fronte di due uscite, l’ingresso di un’entrata legata al digitale”. Lo ha detto il segretario generale della FABI, Lando Maria Sileoni, intervistato sul tema dello smart working da Repubblica Affari&Finanza. “Sui cambiamenti strutturali si inseriscono, in molti casi, cambi di proprietà o nuove aggregazioni e, pur non avendo le idee chiare, si tenta di sfruttare le rivoluzioni legate al digitale dimenticando che lo smart working deve essere volontario e per un massimo di dieci giorni al mese. Non ci scordiamo come ci sono figure che non possono fare a meno del contatto diretto con il cliente e per cui l’opzione remoto è esclusa”, ha aggiunto il segretario generale della FABI. (Mat/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 05-LUG-21 09:55 NNNN
Banche: Sileoni, per alcuni ruoli smart working impossibile = (AGI) – Roma, 5 lug. – “Oltre all’emergenza pandemia, per le aziende c’e’ l’opportunita’ di ridurre i costi e rivoluzionare un modello organizzativo tanto che, negli ultimi cinque mesi, i grandi gruppi bancari si son determinati a investire sulle tecnologie puntando ad accordi sui prepensionamenti che prevedano, a fronte di due uscite, l’ingresso di un’entrata legata al digitale”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato sul tema dello smart working da Repubblica Affari&Finanza. “Sui cambiamenti strutturali si inseriscono, in molti casi, cambi di proprieta’ o nuove aggregazioni e, pur non avendo le idee chiare, si tenta di sfruttare le rivoluzioni legate al digitale dimenticando che lo smart working deve essere volontario e per un massimo di dieci giorni al mese. Non ci scordiamo come ci sono figure che non possono fare a meno del contatto diretto con il cliente e per cui l’opzione remoto e’ esclusa” ha aggiunto il segretario generale della Fabi. (AGI)Ila 051018 LUG 21 NNNN
Banche, Sileoni: Per alcuni ruoli smart working impossibile Milano, 5 lug. (LaPresse) – “Oltre all’emergenza pandemia, per le aziende c’è l’opportunità di ridurre i costi e rivoluzionare un modello organizzativo tanto che, negli ultimi cinque mesi, i grandi gruppi bancari si son determinati a investire sulle tecnologie puntando ad accordi sui prepensionamenti che prevedano, a fronte di due uscite, l’ingresso di un’entrata legata al digitale”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato sul tema dello smart working da Repubblica Affari&Finanza. “Sui cambiamenti strutturali – ha aggiunto – si inseriscono, in molti casi, cambi di proprietà o nuove aggregazioni e, pur non avendo le idee chiare, si tenta di sfruttare le rivoluzioni legate al digitale dimenticando che lo smart working deve essere volontario e per un massimo di dieci giorni al mese. Non ci scordiamo come ci sono figure che non possono fare a meno del contatto diretto con il cliente e per cui l’opzione remoto è esclusa”. ECO NG01 fct 051022 LUG 21
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FISCO, STOP AI RUOLI ESATTORIALI PER GLI AVVISI BONARI AGLI ESODATI

Durante un incontro con la Fabi e le altre organizzazioni sindacali, l’agenzia delle Entrate ha comunicato che, in attesa di chiarimenti da parte del ministero dell’Economia, congelerà le richieste fiscali alle lavoratrici e ai lavoratori in esodo negli scorsi anni

FISCO, STOP AI RUOLI ESATTORIALI PER GLI AVVISI BONARI AGLI ESODATI

“Agenzia delle Entrate ha dichiarato che non intende procedere ad alcuna iscrizione a ruolo”, finché non sarà “acquisito il parere del ministero dell’Economia e delle Finanze”, in relazione agli avvisi bonari recapitati alle lavoratrici e ai lavoratori esodati delle banche e delle bcc.

È quanto spiegano i segretari generali dei sei sindacati bancari Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, Lando Maria Sileoni, Riccardo Colombani, Nino Baseotto, Fulvio Furlan ed Emilio Contrasto, in un comunicato unitario nel quale riassumono un incontro, di mercoledì scorso, con l’agenzia delle Entrate. La quale “ha convenuto sul fatto che non è cambiato il regime fiscale e che gli accordi istitutivi del Fondo di solidarietà e i susseguenti decreti legge si riferiscono all’importo netto dell’assegno straordinario. Da parte di tutte le sigle sindacali si è con fermezza ribadita la sostanza dell’accordo istitutivo e dei decreti susseguenti, confermando l’assoluta convinzione che gli avvisi bonari inviati sono immotivati e sbagliati. Le organizzazioni sindacali hanno inoltre sottolineato l’importanza dell’azione del Fondo che, senza pesare mai sulla fiscalità generale, ha consentito di gestire in questi anni circa sessantamila esodi volontari e che potrà e dovrà essere strumento essenziale per governare gli esodi già convenuti da qui ai prossimi anni, che si stimano in circa sedicimila” spiegano Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin nel comunicato unitario.

Una nuova riunione sarà fissata “in tempi congrui auspicabilmente con tutti i soggetti interessati, in attesa del parere del Mef”. Parere interpretativo che verrà chiesto dalle organizzazioni sindacali, dalle associazioni datoriali e dalla stessa agenzia delle Entrate.

Roma, 11 giugno 2021

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